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23 Marzo 2019
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Editoriale – Coelum n.231 – 2019

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Siamo spesso convinti, cari Lettori, che per imbatterci in enigmi o misteri sia necessario spingerci lontano da casa, per avventurarci nelle remote e oscure distese dello spazio. Solo là infatti dimorano gli oggetti più esotici e particolari, là si trovano quegli oggetti celesti che a un primo sguardo sembrano assolutamente consueti ma poi, sotto sotto, nascondono delle sorprese. In effetti è questo lo spirito dell’esploratore, che guarda verso l’ignoto con il desiderio di scoprire cosa si celi dietro quel velo opaco di indefinitezza oltre il quale la fantasia può spingersi facilmente. È questo il caso di New Horizons, l’intrepida piccola sonda della NASA che si è addentrata nella gelida Fascia di Kuiper. E, a sostegno di quanto appena detto, proprio in quelle regioni lontane del Sistema Solare, il KBO “Ultima Thule”, sorvolato il 1° di gennaio e che nelle settimane scorse abbiamo imparato a conoscere, ha improvvisamente rivelato il suo lato alieno e sorprendente. La sua morfologia, a un primo sguardo un po’ particolare ma non troppo, improvvisamente ha mostrato un nuovo volto, quello tanto atteso ma inaspettato, tipico di un oggetto che doveva necessariamente essere “strano”. Se siete curiosi, ne abbiamo parlato nel notiziario a pagina 10.

Tornando all’idea che sia necessario spingersi lontano per trovare oggetti particolari e affascinanti, in effetti, questa convinzione, molto facilmente, si rivela errata… Non voglio contraddirmi, ma semplicemente si tratta di prendere coscienza del fatto che l’Universo nasconde enigmi e meraviglie anche alla soglia di casa. Parlando di pianeti nani, solo a sentire questo appellativo nella nostra mente scatta l’immagine del lontano Plutone o dei suoi fratelli dalle fattezze piuttosto vaghe e indefinite della Fascia di Kuiper… Eppure esiste un altro pianeta nano, ben più vicino a noi: Cerere! Per lungo tempo considerato un asteroide (il primo ad essere stato catalogato), oggi è ufficialmente entrato nella “famiglia” di Plutone. E sebbene sia molto più vicino a noi (si trova nella Fascia Principale degli Asteroidi), gli studi condotti dalla sonda Dawn della NASA, che ci hanno fornito una visione molto ravvicinata su questo corpo celeste, ci hanno lasciato – come sempre capita – con più quesiti che risposte. Nell’articolo di Albino Carbognani, astronomo presso l’Osservatorio della Valle d’Aosta, facciamo conoscenza con il più interno dei pianeti nani.

Di risposte, invece, ce ne ha fornite certamente moltissime il piccolo rover Opportunity che, dopo ben 15 anni di permanenza su Marte, ha concluso la sua missione. La NASA ha infatti dichiarato che il rover si è spento nella terribile tempesta di sabbia che ha investito il Pianeta Rosso la scorsa estate. Non sono serviti i numerosi tentativi di ristabilire i contatti… Ora è ufficiale, Oppy non ce l’ha fatta. Ma la sua eredità è grande e noi abbiamo voluto rendergli omaggio ripercorrendo le tappe più significative della sua “vita” marziana sottolineando le più importanti tra le scoperte che ha compiuto.

Continuando il nostro viaggio verso mondi più lontani, Sergio Erculiani ci spiega cosa siano le “tecnosignatures” e che importanza rivestano nella ricerca sui pianeti extrasolari e, più in generale, sulla ricerca della vita nell’Universo.

Ma non finisce qui, sono sempre numerose le nostre rubriche dedicate all’astrofotografia e all’osservazione del cielo. E siccome marzo porta con sé quell’aria frizzante di primavera, Paolo Colona ci parla del Mito di Proserpina legato al ciclo delle stagioni. Nel cielo del mese, infine, potrete trovare tutte le indicazioni utili per non perdervi nemmeno un evento celeste tra quelli più belli che abbiamo selezionato.
Buona lettura

Editoriale pubblicato su Coelum n.231 - 2019.

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