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17 Dicembre 2018
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Editoriale – Coelum n.228 – 2018

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Alcuni giorni fa mi sono ritrovato, immerso nei miei pensieri, a scrutare il cielo stellato… In realtà mi capita spesso di pensare ammirando le stelle e in quell’occasione la mia mente era assorta a riflettere sulla figura dell’astronomo Guido Horn d’Arturo. In redazione stavamo infatti elaborando l’articolo di Rossella Spiga e Giuseppe Fiasconaro incentrato proprio su Horn d’Arturo, che presentiamo in questo numero. Non mi dilungherò sui dettagli della vita dell’astronomo (che potrete trovare nell’articolo) e benché conoscessi già la sua storia, ne sono rimasto nuovamente e comunque affascinato. Egli fu il primo a sviluppare l’idea degli specchi tassellati, quegli stessi specchi che oggi dimorano all’interno delle cupole dei telescopi terrestri più avanzati e dei grandi telescopi del prossimo futuro. Ma non solo: sono gli stessi specchi tassellati che costituiranno l’acuto occhio del nuovo Telescopio Spaziale James Webb. Un’idea sicuramente rivoluzionaria insomma, concepita quando ancora si pensava che costruire specchi “monolitici” sempre più grandi fosse l’unica via possibile. E sebbene resti sempre colpito dall’incessante capacità delle menti italiane di trovare soluzioni ingegnose e innovative (o, semplicemente, diverse) ai problemi più disparati, non è solo questo che mi ha portato a meditare. Horn d’Arturo aveva infatti un’altra grande passione: la divulgazione. E questa sua passione si concretizzò, nel lontano 1931, nella rivista Coelvm, l’antenata della rivista che state leggendo in questo momento. L’astronomia è una scienza che per millenni ha visto l’essere umano impegnato a decifrare i misteri del cielo, ma la sua bellezza, al di là della scienza, è senza dubbio legata anche alla possibilità di condividere con gli altri la gioia e la meraviglia che spettacolo del cielo ci offre. E la divulgazione non è che l’espressione di questo desiderio di condivisione, della voglia di raccontare, che ancora oggi anima questa rivista che, in qualche modo, è una preziosa eredità proprio di Horn d’Arturo. E di storie da raccontare ce ne sono in quantità!
Iniziamo con l’arrivo su Marte della sonda InSight, che analizzerà nel profondo la struttura interna del Pianeta Rosso: quale nuova scienza si può fare ancora, dopo le numerose sonde orbitali e i rover che ogni giorno scandagliano il pianeta?
Proseguiamo poi con la seconda parte dell’articolo “Come si cerca la vita?” di Marco Sergio Erculiani: l’identificazione della vita nell’Universo è un tema fondamentale dei nostri giorni e in questa seconda puntata capiamo meglio cosa si intenda quando si parla di biosignature e da cosa possono essere originate.
Francesco Sylos Labini ci presenta nel dettaglio un nuovo modello di formazione delle galassie a spirale, che potrebbero prescindere dalla necessità di chiamare in causa la materia oscura.
Da non perdere inoltre l’articolo introduttivo su una delle costellazioni che dominano il cielo di questo periodo: la magnifica area celeste del Toro, con l’infuocata Aldebaran e l’incantevole ammasso delle Pleiadi. Stefano Schirinzi ci condurrà alla scoperta di questa antichissima costellazione.

Ma non finisce qui, numerose sono le rubriche dedicate all’astrofotografia e all’osservazione del cielo. In questo ultimo mese dell’anno le giornate sono brevi e avremo a disposizione numerose ore per osservare le stelle: nel cielo del mese troverete numerosi spunti per l’osservazione. Imperdibile sarà il passaggio della cometa 46P/Wirtanen, la “cometa di Natale”, che promette un bello spettacolo e speriamo che non ci deluda: Claudio Pra ce ne parla nel dettaglio e Giorgia Hofer ci fornisce alcune dritte per fotografarla. Allo stesso modo, verso la metà del mese, restiamo tutti con gli occhi puntati al cielo per non lasciarci sfuggire le Geminidi, le stelle cadenti di dicembre. Molto altro vi attende tra queste pagine ma vi lascio scoprire il resto: buona lettura!

Editoriale pubblicato su Coelum n.228 - 2018.

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