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19 Dicembre 2018
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Editoriale – Coelum n.226 – 2018

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Ne abbiamo parlato diverse volte, cari Lettori, qui tra le pagine di Coelum Astronomia. A volte sono stati il soggetto per le nostre osservazioni notturne, quei “piccoli insignificanti puntini luminosi”, altre volte ne abbiamo parlato in termini di potenziale pericolo che costituiscono per il nostro pianeta… Di cosa sto parlando? Asteroidi! Sebbene suscitino già un grande fascino in tutti noi – probabilmente più per il fatto che la nostra Terra ne è completamente circondata e il timore che una di queste “montagne spaziali” piombi sul pianeta è reale – gli asteroidi nascondono dei segreti che potrebbero farci cambiare completamente il nostro modo di considerarli. Essi infatti celano al loro interno un vero e proprio tesoro scientifico in grado di rivelare i primi momenti di vita del nostro sistema planetario, ma anche di contenere quelle che potrebbero essere le risorse per il nostro futuro…
Ma quelle rocce spaziali sono lassù, che vagano per i meandri del Sistema Solare. Come fare quindi? È necessario prelevare un campione incontaminato in loco! L’obiettivo è certamente ambizioso e, anche se sono già state effettuate con successo alcune missioni spaziali con questo obiettivo, le insidie e gli imprevisti sono sempre in agguato. Le passate missioni come la Stardust, della NASA, che ha riportato a casa microscopici campioni della cometa 81P/Wild o la prima Hayabusa della giapponese JAXA, che ha riportato a Terra (solo per una fortuita casualità) dei campioni dell’asteroide Itokawa, ci forniscono un’idea delle avversità insite in una tale missione. Ma le difficoltà non ci spaventano e, imperterriti, sfidiamo la sorte continuando a cercare di “prevedere l’imprevisto”.
Proprio in questo momento, infatti, il “falco pellegrino” Hayabusa2, della JAXA, è in azione a pochi chilometri dall’asteroide Ryugu. Si tratta di una missione estremamente complessa e davvero ambiziosa che si propone di riportare a terra numerosi campioni dell’asteroide. Ma non solo: sta depositando una piccola squadra di rover saltellanti che scorrazzeranno per l’asteroide e presto rilascerà anche Mascot, un lander tutto europeo. Ovviamente, così lontani da casa, con i comandi che da Terra impiegano numerosi minuti per arrivare a destinazione, l’automatismo e il controllo autonomo sono un requisito essenziale e la chiave per la buona riuscita dell’impresa.
Sono proprio di questi giorni le prime fotografie scattate dai primi due piccoli rover Minerva-II, che confermano che tutto sta procedendo bene e questo è il nostro augurio per questa articolata missione che ci racconta Michele Diodati nel suo completissimo speciale. Restando sull’argomento, nel notiziario troverete anche le prime immagini dell’asteroide “Bennu”, destinazione di una analoga missione della NASA, OSIRIS-Rex, per la quale dovremo attendere però ancora qualche mese.
Non solo asteroidi, però! In questo numero Andrea Ferrero ci parla della missione BepiColombo che è ormai pronta a partire per rivelare i segreti di Mercurio, pianeta così vicino eppure ancora scarsamente esplorato. Alberto Cappi invece ci racconta di un colpo di scena sulla questione Hubble-Lemaitre, di cui abbiamo parlato nel numero 216, e proprio recentemente la IAU ha proposto di rinominare la famosa “Legge di Hubble” per riconoscere anche il prezioso contributo del sacerdote cattolico belga.
Numerosi anche questo mese gli altri contenuti, dall’articolo su Opportunity, il rover disperso nella grande tempesta marziana, alla splendida gallery con le più belle immagini degli incontri deep-sky della cometa 21P/Giacobini-Zinner. Nel cielo del mese non perdetevi lo speciale sulle Draconidi: chissà, magari potremo assistere presto a un vero spettacolo di meteore!
Buona lettura

Editoriale pubblicato su Coelum n.226 - 2018.

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