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21 Settembre 2018
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Editoriale – Coelum n.222 – 2018

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Mi ha sempre fortemente impressionato, ed è indelebilmente rimasta impressa nella mia memoria, la sequenza di apertura del film Contact, basato sul romanzo del grande Carl Sagan. Non so se la ricordate, mi riferisco alla sequenza in cui l’inquadratura, partendo dal pianeta Terra, si apre sempre più, per abbracciare il Sistema Solare, poi la Via Lattea e poi ancora, sempre più in grande, una sconfinata distesa di galassie che compongono l’Universo intero, prima di svanire nell’occhio della protagonista del film. Poche ma forti immagini che suggeriscono un’idea della dimensione del Cosmo in cui viviamo. Sconvolgente! Se proviamo a pensare a qualcosa di gigantesco, probabilmente finiremo col pensare al Sistema Solare (la Terra è ormai già troppo piccola!) oppure, meglio ancora alla Via Lattea, la nostra galassia. Ma l’Universo è davvero immenso, sconfinato. E se la nostra galassia ci appare già quasi infinitamente grande, potremmo osare chiederci quante galassie possano esserci nell’intero cosmo… Una domanda in apparenza innocente, ma che nasconde un importante significato scientifico. E potrebbe sembrare una di quelle domande a cui non avremo mai risposta, ma non è così e, grazie al potente Telescopio Spaziale Hubble, è stato già possibile fare delle prime stime. Il conto è incredibile e le sfide da superare per arrivare al “magico” numero sono notevolmente complicate: ne abbiamo parlato nell’articolo “Quante sono le galassie nell’Universo?”.
A questo punto, cari lettori, avrete intuito che il tema del numero sono proprio le galassie. Un oggetto che oggi diamo per scontato e facile non solo da immaginare ma anche da comprendere. Eppure il concetto di galassia ha vissuto una lunga e travagliata evoluzione nel tempo. Abbiamo così desiderato ripercorrere questo cammino, fatto di idee, congetture e scoperte, che ha portato, nell’arco di due secoli circa, a riconoscere in quelle semplici “nebulae a spirale” dei veri e propri “universi isola”. Claudio Elidoro ci guida in questa panoramica giungendo fino ai giorni nostri, permettendoci di capire che, anche oggi in realtà, “si fa presto a dire galassia”…
Restando in tema, di sicuro interesse è il caso della “galassia trasparente”, di cui parliamo nel notiziario, che ha lasciato sbalorditi gli astronomi per una singolare caratteristica: sembrerebbe essere del tutto priva di materia oscura e così povera di stelle da risultare trasparente. Si tratterebbe del primo caso nel suo genere, in cui è la materia ordinaria e non quella oscura a dominare.
Cambiando argomento, in questo numero presentiamo il notevole lavoro eseguito da Fulvio Mete, che ha messo in campo tutte le sue conoscenze di astrofilo ricercatore per indagare sulla forza magnetica delle macchie solari, grazie alla spettroscopia e l’effetto Zeeman. Un lavoro davvero certosino, di grande pazienza e precisione, che costituisce anche un’ottima testimonianza di come un appassionato possa sfruttare le sue conoscenze e la sua strumentazione amatoriale per compiere una ricerca scientifica di valore, direttamente da casa propria.

Per gli appassionati di osservazione, oltre agli eventi celesti del mese, proponiamo una guida per l’osservazione di Giove, che in maggio sarà in opposizione e quindi al meglio delle condizioni di osservabilità. Giorgia Hofer ci offrirà poi numerosi spunti per fotografarlo, in compagnia delle sue lune.
Approfitto per dare il benvenuto sulle nostre pagine a Barbara Bubbi, che ogni mese ci accompagnerà alla scoperta dell’infinita varietà e bellezza degli oggetti che popolano l’universo, iniziando questo mese con un antico ammasso stellare.

Come sempre non finisce qui, tanti sono i contenuti, dalle novità strumentali, al Cielo del Mese, agli appuntamenti degli astrofili…
Buona lettura.

Editoriale pubblicato su Coelum n.222 - 2018.

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