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15 Dicembre 2018
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Editoriale – Coelum n.220 – 2018

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Se mi avessero detto, anche solo un anno fa, che avrei potuto vedere un’automobile sfrecciare nello spazio non ci avrei mai creduto. Eppure è accaduto! La copertina di questo numero non è infatti un banale fotomontaggio: è realtà! È vero, cari Lettori, potrebbe apparire totalmente incredibile: un astronauta, con la sua tuta spaziale degna di un film di fantascienza, seduto comodo alla guida di una decappottabile rossa con tanto di braccio fuori dal finestrino… Lo sfondo è dominato dall’intenso azzurro della nostra amata Terra… Finzione, fantascienza, fantasia? No!
Sicuramente è stata una colossale mossa di marketing ma l’esordio del più potente lanciatore, con tanto di stadi riutilizzabili, che abbiamo ora a disposizione, il “Falcon Heavy” di SpaceX, si è trasformato in una celebrazione della cultura pop e space-geek grazie a un payload di eccezione (al posto di un “noioso” blocco di cemento). E dietro questa geniale trovata c’è ancora una volta Elon Musk…

Le immagini di questo lancio – riuscito quasi alla perfezione al primo colpo – sono state donate per sempre alla storia: ai tanti spettatori che hanno seguito la diretta streaming sul web resteranno per sempre impresse le immagini dei rombanti motori del gigantesco razzo, e del loro spettacolare rientro, accompagnate dalle note delle canzoni di David Bowie. E poi lassù, ecco liberato l’originalissimo carico: la Tesla Roadster rossa fiammante con il suo (finto) astronauta alla guida, subito ribattezzato “starman”, in volo nello spazio, lanciata a tutta velocità – non a caso – verso l’orbita di Marte. Nel bagagliaio, per non farsi mancare nulla, c’è una copia digitale della famosissima Trilogia della Fondazione del grande Isaac Asimov mentre il navigatore mostra un rassicurante “Don’t Panic”… “niente panico” in omaggio a Guida Galattica per gli Autostoppisti di Douglas Adams! Insomma, uno spettacolo ai limiti dell’incredibile, architettato nei minimi dettagli e in grado di dare colore e sapore ad un lancio missilistico capace di suscitare la pelle d’oca e di riportare con la mente agli emozionanti anni del Saturno V, quando lo spazio era il soggetto primario di tanti sogni dell’umanità.
Per chi si è perso l’evento, abbiamo ricostruito il tutto nelle nostre pagine, con tante immagini, i racconti e i commenti dal mondo degli appassionati.

Restiamo focalizzati sull’attualità per parlare di un altro evento che tiene il mondo intero con il fiato sospeso… Ci riferiamo a un oggetto spaziale, ora in orbita terrestre, che si appresta invece a tornare a casa: la stazione spaziale cinese Tiangong-1. Le agenzie spaziali di tutto il mondo sono in attesa di capire quando e dove cadrà. Abbiamo voluto ricostruire l’intera vicenda, fin dal principio, per capire meglio la situazione, cercando di prevenire da subito le tante fake news che ci attendiamo per un tema così scottante. Lanciamo anche una bella sfida al mondo degli astrofili, sperando che in tanti vorranno accoglierla.

Di seguito, Stefano Capretti fa un’introduzione agli esotici oggetti chiamati quasar, in grado di riportarci agli albori dell’Universo, mentre Rodolfo Calanca ci illustra le metodologie e gli ambiti di indagine e ricerca amatoriali relativi ai pianeti extrasolari. Scopriremo che sono numerose le possibilità alla portata di un appassionato astrofilo dotato di una strumentazione normale.

Come sempre non finisce qui, dalla gallery PhotoCoelum, con le stupende immagini dei Lettori, al Cielo del Mese con le sue ricche rubriche di osservazione, sono sempre tantissimi i contenuti che compongono la nostra rivista e, come sempre, vi lascio scoprire il tutto.
Buona lettura.

Editoriale pubblicato su Coelum n.220 - 2018.

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