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19 Novembre 2017
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Editoriale – Coelum n.216 – 2017

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Viviamo sicuramente in tempi molto interessanti, cari Lettori.
Le possibilità oggi offerte dalla scienza e dalla tecnologia sono davvero considerevoli e ogni giorno avvengono nuove scoperte che ci consentono, come umanità intera, di progredire e procedere in quel lungo cammino verso la conoscenza.
Il riferimento vi potrà apparire lampante e scontato, mi riferisco al 16 ottobre scorso, una data destinata a finire nei libri di storia dell’astronomia. Già da qualche giorno sapevamo che qualcosa di grosso stava per essere annunciato: la prima osservazione della controparte visibile di una sorgente di onde gravitazionali, il tutto a seguito della quinta rivelazione, avvenuta lo scorso 17 agosto da parte degli interferometri LIGO-Virgo, della contemporanea rilevazione di un lampo gamma e della massiccia conseguente campagna osservativa che ha impegnato decine e decine di Osservatori terrestri e spaziali, Hubble compreso!
Ma perché si tratta di un evento così straordinario, uno di quelli da ricordare e a cui riferirsi dicendo “io c’ero”?
Facendo un passo indietro, posso tornare con la memoria all’emozione che provai quando venne annunciata la prima rivelazione di onde gravitazionali: era l’11 febbraio 2016, non molto tempo fa, e già all’epoca si parlò di un nuovo inizio. Ed effettivamente così è stato, perché davvero la capacità di ascoltare le onde gravitazionali ha fornito all’umanità la possibilità di indagare il Cosmo con un nuovo strumento, qualcosa di completamente nuovo e differente dalle onde elettromagnetiche, su cui si basa praticamente tutta la nostra conoscenza dell’Universo. E la cosa si è concretizzata il 17 agosto, una data che ha portato, in un sol colpo, a una nutrita serie di scoperte molto importanti, una data che segna l’inizio ufficiale ed effettivo di una nuova Astronomia, quella “multi-messaggero”… Il segnale gravitazionale, unito al lampo gamma, ha infatti fornito l’informazione necessaria per capire dove puntare i telescopi e vedere un evento mai osservato prima: la fusione di due stelle di neutroni in una kilonova. I risultati li potete leggere nel dettaglio nel notiziario e nell’articolo che proponiamo sulle scoperte legate alle onde gravitazionali, che hanno portato anche all’assegnazione del Nobel per la Fisica 2017 ai fisici del gruppo LIGO.
Se la scoperta di nuovi ed esotici fenomeni ci conferma che l’Universo è un luogo interessante, sicuramente il suo fascino aumenta ancor più se si considera che l’Universo stesso è mutevole, in espansione, e noi, che vi siamo all’interno, subiamo inconsapevolmente queste trasformazioni. Acquisire consapevolezza di questi fenomeni risulta incredibile e sconvolgente allo stesso tempo in un modo simile a quando si nota per la prima volta qualcosa di straordinario che per lungo tempo è stato celato in evidenza, sotto il nostro naso. Ed è proprio ciò che nel 1929 ha intuito un astronomo chiamato Edwin Hubble, teorizzando per primo (oppure no?) l’espansione del Cosmo. Alberto Cappi, Astronomo presso l’Osservatorio di Bologna, ci racconta la lunga ricerca sulla misura della Costante di Hubble e ci spiega la sua importanza. Restando in tema, con Rodolfo Calanca andremo a scoprire la figura di Georges Lemaître e scopriremo perché la Costante di Hubble dovrebbe chiamarsi “di Hubble-Lemaître”…
Sulla scia del desiderio di conoscenza, torniamo “sull’uscio di casa” e parliamo della Missione VITA, in cui è impegnato un nostro connazionale, Paolo Nespoli: quali esperimenti sta conducendo a bordo della Stazione Spaziale? E quali importanti ricadute avranno queste ricerche sulla nostra vita quotidiana?
Infine, per tutti gli amanti dell’astrofotografia, una davvero interessante intervista esclusiva, condotta da Pierluigi Giacobazzi, all’astrofotografo di fama mondiale Damian Peach. Damian ci ha raccontato come è nata la sua passione e ha riservato un saluto speciale a tutti i Lettori di Coelum.
Come sempre, non è tutto qui e vi lascio scoprire il resto.
Buona lettura

In Copertina
Esplosioni Cosmiche
Una rappresentazione artistica della collisione di due Stelle di Neutroni. Recenti osservazioni hanno confermato che tali eventi sono all’origine di brevi lampi gamma e di elementi pesanti come oro e platino. Crediti: Dana Berry, SkyWorks Digital, Inc./Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics/Coelum Astronomia

Editoriale pubblicato su Coelum n.216 - 2017.

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