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19 Novembre 2017
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Editoriale – Coelum n.211 – 2017

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Cari Lettori,
abbiamo già avuto modo di parlare in passato, qui sulle pagine di Coelum Astronomia, della passione per la montagna che accompagna quella per le stelle, di molti astronomi, scienziati e astrofili di tutti i tempi. Sarà perché il cielo è più terso e limpido, sarà per l’aria pura o forse perché, dopotutto, è solo un modo per avvicinarsi, anche se di poco, a quelle lontane stelle che brillano sopra le nostre teste. Ammetto di provare un grande amore per le montagne e in particolare per le Dolomiti, cui sono profondamente affezionato e legato. Molti di voi le conosceranno e avranno avuto modo di visitare la regina di queste vette, la Marmolada, probabilmente transitando dal valico chiamato Passo Fedaia (2057 m). Forse però non tutti sanno che proprio lì, negli anni ’50, ha trovato dimora un avanzato laboratorio per lo studio dei Raggi Cosmici. Dal 1950 al 1955 circa, per iniziativa di Antonio Rostagni di Padova – una piccola capanna in legno ha ospitato un potente e raffinatissimo elettromagnete da 7 tonnellate e 22 kW di potenza, costruito dal fisico Bruno Rossi – e, sempre lì, hanno soggiornato e compiuto le loro ricerche alcuni fisici premi Nobel come Fermi, Powell e Blackett. Sembra incredibile ma quella casupola, che è ancora lì, anonima, passa ormai inosservata ai più. Ma cosa sono i Raggi Cosmici? Da dove vengono e cosa ci raccontano dell’Universo? Essi costituiscono la testimonianza diretta di alcune delle più violente esplosioni cosmiche.
Questo numero è dedicato proprio agli studi di queste particelle provenienti dalle profondità dello spazio e il Prof. Alessandro De Angelis ne traccia un’ottima panoramica nell’articolo “Raggi Cosmici e l’Astronomia“. Ma non finisce qui perché potremmo noi tutti ospitare dei rilevatori, anche a casa nostra, e percepire il passaggio di queste intriganti particelle. È ciò che si prefigge il Progetto ADA, di cui ci parla il suo fondatore, Marco Arcani. Si tratta di un ottimo esempio di “Citizen Science”, ovvero quella pratica che permette a ognuno di noi di compiere delle ricerche scientifiche vere e proprie, con dei mezzi accessibili ai più. Davvero affascinante!

Sempre in tema di ricerca amatoriale, in questo numero potrete poi leggere dell’esperienza di Luigi Morrone che, con sua grande sorpresa e soddisfazione, ha compiuto una prediscovery” di una nova in M 81 (di cui abbiamo parlato nel numero scorso). E se le possibilità di compiere ricerche scientifiche vi intriga, non perdetevi il resoconto di Paolo Campaner che ha partecipato al Primo Congresso Nazionale degli Astrofili Ricercatori: davvero un’ottima iniziativa che offre agli appassionati numerosi spunti per portare la propria passione a un livello più alto.

Paolo Colona ci dà poi un ottimo saggio della scienza che si cela nei miti e in particolare ci parla del mito della Ruota di Issione. L’archeoastronomia offre sempre un interessante finestra sulla grande saggezza degli antichi.

Ma non finisce qui, nel Cielo del Mese troverete la panoramica dei fenomeni più belli di maggio, con Stefano Schirinzi andremo alla scoperta delle meraviglie deep-sky della costellazione della Lira mentre con Giorgia Hofer scopriremo proprio come fotografare le costellazioni per intero. Ma se la fotografia non basta, Gian Paolo Graziato ci mostra come sia possibile dipingere dei rigorosi, oppure più fantasiosi, paesaggi lunari.

Buona lettura

Editoriale pubblicato su Coelum n.211 - 2017.

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