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20 Agosto 2017
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Editoriale – Coelum n.210 – 2017

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Cari Lettori,
se ci seguite da un po’ saprete che ci piace accompagnarvi ogni mese alla scoperta delle meraviglie del cosmo. L’universo, ho già avuto modo di dirlo, è un luogo davvero fantastico, ricco di meraviglie e sorprendenti fenomeni ai limiti dell’immaginabile. Non ci facciamo quasi più caso perché siamo ormai abituati, forse, ad ammirare le magnifiche fotografie dei paesaggi siderali o, ancora meglio, a osservare direttamente con i nostri occhi le stelle, le nebulose, le galassie, semplicemente soffermandoci un attimo con il naso all’insù, rivolti verso la volta stellata. Quante volte mi è capitato di attardarmi anche solo un minuto per ammirare tutte quelle splendide stelle scintillanti che dimorano le immensità cosmiche. Eppure… come se ciò non bastasse a lasciarci sbigottiti, tutto questo immenso e incommensurabile spettacolo, in realtà, è niente! Tutto ciò che vediamo e che ci compone, in realtà, non è altro che una piccolissima frazione del tutto. Già, perché nell’universo noi costituiamo l’eccezione, le stelle e le galassie sono l’eccezione! La materia visibile, quella “normale” (o barionica) è un’eccezione, è solo una parte minoritaria di ciò che compone il cosmo. Il resto cos’è? Beh, ancora nessuno lo sa con sicurezza. E per non sbilanciarsi troppo, tutta questa immensa parte che non possiamo vedere, che costituisce l’Universo Invisibile, è stata semplicemente chiamata “Materia Oscura”. Oscura perché non visibile, oscura perché completamente sconosciuta. Se la cosa vi intriga allora non potrete perdervi questo speciale con una tripletta di articoli davvero interessanti sul tema.
Per introdurre l’argomento, Sabrina Masiero traccia il dolce ma autorevole profilo di un’astronoma, Vera Rubin, una grande donna che, lottando per emergere in un ambiente fortemente maschilista, con i suoi studi e le sue intuizioni, ha dato il via alla ricerca sulla materia oscura. Ci addentriamo subito dopo nel tema con due articoli che presentano sostanzialmente le due posizioni teoriche volte a sciogliere il dilemma: quella particellare, che presuppone l’esistenza di una particella costituente la materia oscura, e quella che invece prevede oggetti di natura ordinaria o MACHO… In “Alla ricerca della Materia Oscura”, Stefano Profumo, PhD in Fisica delle Particelle Elementari e professore presso l’University of California, ci offre una completa panoramica sulle caratteristiche che le particelle di materia oscura potrebbero avere e descrive le migliori candidate a oggi ipotizzate. In “Buchi Neri Primordiali: una possibile spiegazione per la Materia Oscura?” Alvise Raccanelli, PhD in Cosmologia all’Institute of Cosmology and Gravitation dell’Università di Portsmouth in UK, ci racconta come è nata la recente ipotesi, del team di cui fa parte, che propone invece una particolare alternativa alla natura particellare della materia oscura, quella dei Buchi Neri Primordiali.

Conservando ancora un po’ di senso di meraviglia, con Mario Damasso approfondiamo la recente notizia della scoperta del sistema di TRAPPIST-1: un sistema solare in miniatura, con sette pianeti simili alla Terra per dimensioni e temperature, e con alcuni di essi posti nella fascia di abitabilità… Scopriamo tutte le caratteristiche e le implicazioni della scoperta nell’articolo “Le sette meraviglie di TRAPPIST-1″.

Parleremo inoltre di Novae Extragalattiche e delle scoperte effettuate da un affiatato team di astrofili italiani e di Giove che in aprile sarà in opposizione, con una guida per osservarne tutti i dettagli. Nel cielo del mese troveremo tutti i riferimenti per osservare i fenomeni che il cielo di aprile offre e con Stefano Schirinzi andremo alla scoperta dei segreti deep-sky della poco nota costellazione della Coppa.
Per gli amanti di astrofotografia, la terza (e ultima parte) dell’articolo CMOS vs CCD di Mauro Narduzzi ci fornirà numerosi utili consigli per sfruttare al meglio la tecnologia CMOS per le riprese astrofotografiche.

Ma non finisce certo qui, scoprite subito questo nuovo ricco numero di Coelum Astronomia.
Buona lettura.

Editoriale pubblicato su Coelum n.210 - 2017.

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