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17 Agosto 2017
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Editoriale – Coelum n.205 – 2016

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ExoMars, fallimento o successo?
È il tema ricorrente di questi giorni, in un susseguirsi di commenti, a volte superficiali e affrettati, che però – paradossalmente – spesso non hanno nulla a che vedere con la missione ExoMars in sé. Si perché l’attenzione sembra essere stata catalizzata tutta dal lander Schiaparelli e dal suo infausto destino. Quel piccolo lander dimostrativo, un test ingegneristico (perché questo è ciò che è sempre stato, a prescindere dalle opinioni), sembra essere divenuto il fulcro dell’intera missione che, alla luce del triste epilogo della manovra di atterraggio, è stata bollata come un fallimento totale. Eppure, a ben guardare, è appena iniziata una nuova, importante missione di esplorazione del Pianeta Rosso: il ritorno della ricerca astrobiologica su Marte! Il suo obiettivo? Nientemeno che la ricerca di tracce di vita. Emozionante! Ma tutto ciò è passato in secondo piano!
La missione ha comunque preso il via e se sarà un successo oppure no non possiamo certo dirlo ora. Ciò che conta è che la componente principale (e di gran lunga la più importante), la sonda orbitale TGO, è perfettamente operativa e nell’orbita del pianeta. Certo, resta l’amarezza per il mancato atterraggio di Schiaparelli ma è così che va l’esplorazione dell’ignoto. Se fosse stata una normale routine, perché allestire un complesso test tecnologico? Il fallimento non è altro che la via verso l’evoluzione perché imparare dagli errori permette di non sbagliare di nuovo e ciò che è stato appreso con questo mancato atterraggio servirà a rendere possibile l’atterraggio del grande rover che partirà nel 2020 e che costituirà la seconda fase di ExoMars. Se siete curiosi di sapere cosa ci attende (e cosa è accaduto a Schiaparelli) non perdetevi l’articolo di approfondimento.

Ma perché Marte? Molte sono le possibili risposte ma la mia preferita è perché Marte rappresenta il futuro, quella sfida che ci spinge a migliorarci continuamente, a ricercare e a imparare. La ricerca è così, è volta al futuro, rincorre l’errore oggi per migliorare il domani, anticipa a oggi la necessità delle soluzioni ai bisogni di domani. È questa propensione al futuro, che caratterizza da sempre l’essere umano, che lo spinge sempre avanti e che gli dà speranza. È curioso notare come, in tutti gli articoli che vi proponiamo, ci sia sempre un accenno, involontario e sincero, a questa spinta. Lo troverete nella conclusione dell’interessante articolo di Lori Fenton, scienziata planetaria, che presenta il suo studio del meraviglioso paesaggio marziano scolpito dai venti, e anche nell’articolo di Umberto Genovese, che parla di Marconi e del suo genio nel tentativo di risolvere l’intrigante messaggio radio “ricevuto da Marte”. Fragorosamente forte e prorompente si trova questa spinta nell’ambizioso piano di Elon Musk, fondatore di SpaceX, che si propone di colonizzare il Pianeta Rosso entro pochi decenni, come ci spiega Michele Diodati… Per chi però vuole restare con i piedi saldamente a Terra, Pietro Capuozzo traccia lo stato della ricerca scientifica compiuta su Marte dalla flotta di sonde all’opera. E per chi invece non vuole aspettare decenni, la rubrica Astrogiocando di questo mese ci propone un gioco da tavolo Mission to Mars 2049, uno strategico rivolto anche ai più grandi, con l’obiettivo di colonizzare Marte e conquistarne le preziose risorse.

Come sempre troverete tanti altri contenuti di attualità, di approfondimento e di guida all’osservazione del cielo per non perderci nessun fenomeno o evento celeste notevole. Nell’articolo di Stefano Schirinzi andremo ad esplorare le spettacolari e poco note meraviglie deep-sky nella seconda parte del cielo del Quadrato di Pegaso. Se invece siete appassionati di astrofotografia non perdetevi le splendide immagini di PhotoCoelum e i sempre preziosi consigli di Giorgia Hofer. Ma non finisce qui, scoprite subito questo nuovo, ricco numero di Coelum Astronomia!

Buona lettura!
Gabriele Marini

Editoriale pubblicato su Coelum n.205 - 2016.

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