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21 Agosto 2018
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Editoriale – Coelum n.180 – 2014

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Dalle lunazioni ridotte in tacche nelle grotte del paleolitico, ai graffiti sui muri delle prigioni, ci sono tanti modi per tenere conto del passare del tempo.
Ce n’è davvero per tutte le esigenze, specialmente nella didattica scientifica, dove simili artifici si usano per ricondurre a misura d’uomo i fenomeni che si dipanano in miliardi di anni (la famosa “storia dell’universo in 24 ore”).
Anch’io ogni tanto mi diverto a inventarne di nuovi, specialmente quando prima di dormire mi capita di ripensare alla “lunga e tortuosa strada” della rivista dai tempi del suo esordio nel 1997 ad oggi, con tutti i mesi le stagioni e gli anni scanditi dal numero di uscita.

Vi dico questo ripensando a un nostro storico lettore, il dott. Guy Andronik che, nella lettera che pubblichiamo proprio in questo numero, giura di poter ricordare l’argomento di ogni articolo di Coelum letto in questi anni associandolo all’odore della carta su cui era stampato. Cosa molto singolare, ma che in fin dei conti non è che uno dei tanti modi di costruirsi una propria sequenza temporale.
E allo stesso modo me ne sono costruita una anch’io, immaginando che dal numero 1 in poi la rivista (con tutti i lettori e tutta la redazione sopra) stia viaggiando nel sistema solare (e nel tempo), allontanandosi sempre più dal Sole verso l’esterno. Così che, abbinando la sequenza dei numeri a quella delle distanze dei pianeti in unità astronomiche, riesco a ricordare che con il numero 4 (dicembre 97) abbiamo raggiunto Mercurio, e con il numero 7 (nel marzo 98) Venere.

La Terra l’abbiamo invece passata con il 10 nel giugno 98, e sei mesi dopo, con il numero 15 (dicembre 98) abbiamo sorpassato Marte. Poi un lungo anno per arrivare tra gli asteroidi con il 27 (febbraio 2000), e più di due anni ancora per tagliare con il numero 52 l’orbita di Giove nel maggio 2002. Da lì in poi le distanze si sono fatte sconfinate e i tempi di percorrenza sempre più lunghi. Per raggiungere Saturno ci sono voluti altri 4 anni (Coelum 95, giugno 2006), e da allora stiamo ancora trasvolando in direzione di Urano, che dovremmo raggiungere solo tra più di un anno con il numero 192.
Solo che questa volta, i tempi che stiamo vivendo ci costringono a chiederci: ci arriveremo mai?

E qui dipende anche da voi, cari lettori. Perché è inutile nascondervi che è proprio in base alle risposte che darete alla nostra inchiesta sul futuro della rivista, e ai suggerimenti che raccoglieremo tramite il sondaggio che troverete nel sito www.coelum.com che la nuova Proprietà, un gruppo editoriale che vuole capire bene in quale direzione muoversi, deciderà il futuro di Coelum e il suo nuovo ruolo nel panorama dell’astronomia.

Ed è proprio per questo che vi preghiamo di partecipare numerosi al Poll, avvisandovi anche del fatto che già con il prossimo numero si avranno in merito delle notizie piuttosto importanti! Da non mancare assolutamente.

Giovanni Anselmi

Editoriale pubblicato su Coelum n.180 - 2014.

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