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21 Novembre 2018
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Editoriale – Coelum n.179 – 2014

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Non so a voi, ma a me capita qualche volta di pensare a me stesso come se facessi ormai parte di una foto in bianco e nero in mano a un ragazzino che la guarda con un’aria compatita.
Ci siamo capiti, no? La faccia che avevamo noi mentre giudicavamo superate e un po’ disdicevoli le vite e le ambizioni dei nostri padri.
Beh, l’ultima volta è successo appena qualche giorno fa, qui in redazione, quando ho improvvisamente realizzato che la rivista stava ricevendo sempre più spesso dei messaggi dal futuro. E se la cosa vi sembra oscura, giudicate voi stessi.

«Spett.le Redazione, sono Francesco, un bambino di 9 anni, che ha tanti hobby, tra cui quello dell’astronomia. Mio nonno ha tanti telescopi da uno dei quali ho fatto questa bellissima foto mettendo la macchinetta digitale nell’oculare. La vostra rivista mi piace molto e la leggo con mio nonno Sabino, persona di 70 anni, che la compra mensilmente. P.S. Questa fotografia rappresenta Saturno nel periodo sia orbitale sia sinodico.»

«Mi chiamo Davide e ho 14 anni. Seguo la vostra rivista da tre anni. Io e mio padre, ieri sera, abbiamo cercato di risolvere l’indovinello in ultima pagina, e abbiamo scoperto che il numero di galassie che si possono avvisare dell’imminente catastrofe è coincidente con la Successione di Fibonacci.»

«Ciao Coelum, mi chiamo Francesco, ho 14 anni e vengo da Napoli. Quella per l’astronomia è una passione per me indescrivibile che coltivo ormai da 4 anni. So che sembrerà infantile, ma da grande ho deciso di seguire le orme del grande Parmitano che da lassù ci regala emozioni ogni giorno. Siete una rivista fantastica. Grazie.»

«Cortese redazione sono un ragazzo di 13 anni e leggo la vostra rivista da 4 mesi. Il 25 novembre verso le 18:30 guardando fuori dal balcone rivolto a est ho visto due stelle e la luna. Ho letto sulla vostra rivista che Giove era di magnitudine –2,8. Trovandomi a Foggia in pieno centro (Lat. 41°27’42″84 N Long. 15°33’0″36 E) riesco a vedere stelle dalla 0 magnitudine in giù, quindi ho concluso che la stella più luminosa era Giove.»

«Mi chiamo Andrea, 13 anni, un neofita assetato di conoscenza, e ho fatto una ripresa a Sirio, non immaginando di aver catturato anche la compagna. Mi sono fatto aiutare per l’elaborazione, non sono un genio in materia, e alla fine si notavano due puntini: una era la “falsa Sirio B” e l’altra era proprio Sirio B.»

«Salve, ho 13 anni e amo l’astronomia. Ho un Newtoniano Seben. Al mio compleanno (23/12) mi è stata regalata una Canon eos 400d con cui faccio foto a lunga posa dopo averla puntata a caso verso il cielo. Vorrei qualche consiglio su come rendere il mio telescopio un po’ più professionale senza far spendere troppo a mio padre.»

«Sono Gianluca, 13 anni da Casarano di Lecce e finalmente grazie ad un black-out sono riuscito a fare alcune foto stando comodamente vicino casa, cosa per me di solito impossibile per l’inquinamento luminoso… Ma stasera 18 giugno, ore 23.32, con una Canon 1100d ce l’ho finalmente fatta.»

Ecco, cari lettori nati in qualche dimenticata decade del 20° secolo, queste sono soltanto alcune delle lettere che stiamo ricevendo da ragazzini che, come dicevo prima, sembrano abitare già in un futuro a noi inaccessibile.

Permane un po’ di stupore, insieme al compiacimento per aver avuto una piccola parte nella loro crescita straordinaria.

Editoriale pubblicato su Coelum n.179 - 2014.

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