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14 Novembre 2019
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Editoriale – Coelum n.165 – 2012

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Quando leggerete queste righe, del mistero di Marte ne saprete probabilmente molto di più voi di quanto ne sappiamo noi al momento in cui le stiamo scrivendo. O forse no, tutto dipenderà dal giorno in cui verrà ufficializzato l’annuncio: c’è chi dice il 3 dicembre, durante il discorso di apertura del 45° congresso dell’American Geophysical Union, chi sostiene che la rivelazione ci sarà il 7, giorno di chiusura del congresso. Altri ancora sono convinti del fatto che dovrà passare ancora molto più tempo.

Dal mio punto di vista, ammesso che possa interessare a qualcuno, non so veramente cosa pensare di tutta questa storia. Di tutto l’insieme ho infatti delle percezioni che oscillano in modo aperiodico tra il più assoluto scetticismo (con parole e musica di chi un anno fa, ma non solo, disturbò i sogni di tante brave persone per annunciare la scoperta, peraltro molto controversa, di un batterio mangia arsenico) e la più sconsiderata fiducia nelle istituzioni e nella comune logica del genere umano. E nel novero del genere umano ci metto anche John Grotzinger, che immagino abbia ben chiaro il significato della frase: “scoperta da libri di storia” – specialmente se abbinata ad un contesto scientifico e letterario, quello marziano, che da circa 150 anni gira tutto sulla promessa di vita dei suoi deserti – e degli aggettivi “sensazionale” e “sconvolgente”, che detti in lingua inglese come ha fatto lui suonano ancora più definitivi: “earthshaking”!

Parole forti, concetti lapidari; “promesse” impegnative anche se fossero uscite dalla bocca di un oscuro funzionario NASA in vena di sparate, figurarsi se a farle è il responsabile stesso della missione Curiosity, un giocattolo da 2 miliardi di euro… Per tutte queste ragioni, non accetterò che i primi di dicembre, o quando sarà, il signor Grozinger si presenti per annunciare il ritrovamento di a) Metano; b) Composti organici semplici. Sarebbe più di una delusione… sarebbe una presa in giro; perché nessuna di queste eventuali scoperte meriterebbe l’aggettivazione di cui era stata fatta segno dal Grozinger.

La rilevazione di metano sarebbe una minestra riscaldata, annunciata, smentita, annunciata e smentita innumerevoli volte; e comunque in nessun caso, anche se dimostrata, potrebbe dire la parola definitiva sull’esistenza di vita marziana.

Il ritrovamento di composti semplici, i cosiddetti mattoni della vita, come ad esempio gli aminoacidi, sarebbe sì una buona notizia, ma in fin dei conti questi modesti composti del carbonio li abbiamo trovati praticamente dovunque, e anch’essi nulla proverebbero sulla loro origine marziana visto che potrebbero essere stati portati fin lì dalle meteoriti.

Altre opzioni non ne vedo. O verrà annunciata la scoperta di composti organici complessi, oppure questa volta la NASA dovrà dare più di qualche spiegazione sulla sua strategia comunicativa. Detto questo, dirò anche di una cosa che mi ha lasciato molto perplesso. I grandi media, in Italia, in Europa, in America, non hanno dato nessun risalto alla cosa, addirittura non hanno ripreso la notizia, che è scivolata via solo nei commenti dei blogger e nei piccoli notiziari scientifici della rete. Non vi è parso strano?

Giovanni Anselmi

Editoriale pubblicato su Coelum n.165 - 2012.

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