AGGIORNAMENTO POLICY GENERALE D'USO
Abbiamo aggiornato la policy d'uso del sito e dei servizi di Coelum Astronomia in seguito alla nuova normativa UE 2016/679 (GDPR).
Ti chiediamo pertanto di leggere i nuovi termini e condizioni e di accordare o negare il tuo consenso.
Per continuare ad utilizzare Coelum Astronomia, è necessario accettare la policy.

ATTENZIONE! Se scegli di cancellare il tuo account, l'operazione sarà eseguita entro 10 giorni lavorativi. L'operazione è IRREVERSIBILE. Per maggiori informazioni, contattaci a segreteria@coelum.com
CONFERMA
Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie - Maggiori Informazioni - Ok
 
17 Ottobre 2019
Ci sono 261 utenti collegati
Seguici su Twitter!
smarttotem ultimate digital signage
Tecnosky - Prodotti per Astronomia

Abbonamento On-Line

Abbonati a Coelum Digitale: leggi 11 numeri in formato digitale ad alta risoluzione direttamente dallo schermo del tuo PC!

Clicca qui per leggere questo numero on-line
Clicca qui per leggere questo numero on-line

Editoriale – Coelum n.159 – 2012

Nessun commento
Commenta

Ricordate l’articolo “Marte è vivo”, pubblicato su Coelum 46 più di 10 anni fa? Probabilmente no, ma magari potrà aiutarvi il sottotitolo, che recitava così: “Una possibile rilettura dei dati dei Viking a 25 anni dal loro arrivo su Marte”.

L’autore, il nostro esperto di astrobiologia Giorgio Bianciardi, sosteneva in pratica che a rileggere gli esperimenti realizzati dalle sonde americane c’era da arrivare alla conclusione opposta a quella poi ufficializzata dalla NASA: su Marte c’è vita, eccome!

Sembrava poco più di una boutade… ma dopo 10 anni, Bianciardi è tornato alla carica con nuove argomentazioni, conquistandosi stavolta l’attenzione dei media e della comunità scientifica. Ecco come.

(G. A.)

Giorgio Bianciardi

Giorgio Bianciardi

Dopo otto anni di intenso lavoro con dei colleghi americani del calibro di Joseph Miller, Patricia Ann Straat, collaboratrice del famoso Gilbert Levin, e dello stesso Levin, l’ideatore del Labeled Release Experiment (LR) a bordo dei due Viking, l’articolo definitivo sul riesame dei dati biologici marziani ha preso finalmente luce.

Come ricordato da Anselmi, il lettore di Coelum dovrebbe avere già una qualche conoscenza degli esperimenti biologici realizzati a bordo delle sonde Viking negli anni Settanta (Coelum n. 46 del 2001, Coelum n. 69 del 2004, ecc…), e del mio primo lavoro sulla ri-analisi dei dati dell’LR experiment, presentato nel 2003 a Madrid in occasione del Convegno dell’EANA (European Astrobiology Network Association), nel 2004 su Coelum e infine nel 2006 nel mio libro “Marte, un viaggio nel tempo e nello spazio”… Ebbene, letto l’abstract presentato a Madrid, Levin e Miller mi contattarono per propormi la loro collaborazione, che fin da subito mi fruttò l’acquisizione di 16 000 dati provenienti dai 9 esperimenti LR effettuati dalle due Viking. Ma non solo… come per miracolo (fu davvero il momento più emozionante di tutta la ricerca) da un cassetto di Levin spuntarono anche i dati, ormai introvabili e preziosissimi, dell’LR effettuato per confronto su roccia e batteri terrestri!

I miei metodi di analisi dei dati biologici (che per professione applico allo studio della dinamica cardiaca all’Università di Siena) poterono così essere applicati anche a quella nuova e insperata massa di dati; tanto che nel 2011, finite anche le analisi statistiche fatte da Miller, con il paper in mano ci mettemmo alla ricerca di una rivista scientifica capace di una rapida e autorevole veicolazione delle nostre tesi (dovevamo dare la notizia prima dell’arrivo di Curiosity su Marte…), trovandola nella IJASS (International Journal of Aeronautical and Space Sciences), che dopo tre mesi di review accettò il nostro articolo, pubblicandolo in aprile con il clamore mediatico che sappiamo.

Del resto, non poteva essere altrimenti: le nostre analisi dimostrano in  modo inequivocabile che tutti gli esperimenti attivi avvenuti su Marte si aggregano perfettamente con i dati ottenuti sulla Terra: non ci fu alcuna reazione chimica abiotica che abbia avuto qualche parte importante nel rilascio dell’anidride carbonica una volta che al terriccio marziano fu aggiunta la pappa nutritiva. E dunque, quella che si misurò doveva per forza di cose avere un’origine biologica. Su Marte esiste vita microbica!

Sul prossimo numero di Coelum, un mio articolo cercherà di esporre in termini divulgativi la portata dell’intera questione; poi  l’arrivo di Curiosity potrà forse confermare il nostro lavoro, anche se purtroppo il nuovo rover non sembra essere particolarmente attrezzato per questo tipo di analisi e si dovrà attendere la partenza di Pasteur, il laboratorio marziano dell’ESA.

Giorgio Bianciardi

Leggi l’articolo pubblicato su IJASS: Complexity Analysis of the Viking Labeled Release Experiments

Editoriale pubblicato su Coelum n.159 - 2012.

Scrivi un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento