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10 Aprile 2021
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Vuoi fotografare un LAMPO GAMMA? Ti spiego come fare

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Lampo Gamma

Nell’immagine grande, ottenuta da Raymond Kneip sommando tre riprese fotografiche, senza filtro, del campo in cui è stata segnalata da Swift l’esplosione del GRB 130831A, il piccolo residuo visibile nell’ottico è identificato proprio al centro della fotografia. Il campo inquadrato, che misura circa 20’ di lato, si trova poco al di sopra del quadrato di Pegaso. La stella più luminosa – per dare un’idea della luminosità dell’afterglow, formatosi probabilmente all’interno di una galassia distante circa 8 miliardi di anni luce (!) – è la SAO 91574, di mag. +5,8. Sulla sinistra dell’immagine sono allineate le tre pose realizzate con il filtro R.


Raymond Kneip, un amatore lussemburghese, racconta come è riuscito nell’impresa avvalendosi di una strumentazione situata in Australia. La disponibilità di buoni strumenti, propri o in remoto, e la rapidità d’allerta, stanno rendendo appetibile anche per i dilettanti questo interessante campo di studio.
La storia dei Lampi Gamma, come è già stato scritto numerose volte in questa rivista (vedi a pag. 35 la lista degli articoli pubblicati) inizia nel 1967, quando i satelliti VELA, preposti alla ricognizione delle attività nucleari sovietiche, scoprono delle intense sorgenti cosmiche di brevissima durata. I Gamma Ray Burst (GRB) restano un enigma per lungo tempo e a tutt’oggi non è ancora ben chiaro il meccanismo che li produce. Si manifestano in media una volta al giorno con distribuzione isotropica su tutta la volta celeste, connotazione che ne denuncia l’origine cosmologica e non locale.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.177 - 2014 alla pagina 32

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2 Commenti a “Vuoi fotografare un LAMPO GAMMA? Ti spiego come fare”

  1. Mi sarebbe piaciuto leggere l’articolo, ma la rivista che ho acquistato, dalla pagina 26 salta alla 35. Mancano le pagine.

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