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4 Dicembre 2020
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Vent’anni dopo HUBBLE torna a fotografare I PILASTRI DELLA CREAZIONE

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Pilastri della Creazione

Ed ecco finalmente il soggetto principale dell’articolo: la ripresa dei Pilastri realizzata da Hubble nel settembre scorso, con circa 52 ore di esposizione, resa pubblica dalla NASA il 15 gennaio 2015. Il campo inquadrato misura circa 4,5 primi di altezza, che alla distanza indicata nel testo corrispondono a circa 8 anni luce. La stella più luminosa nel campo, alla sinistra di Pillar 1, è la SAO 161316, di mag. +8,9.

Non è un’immagine nuova. O meglio, non del tutto. Ritrae un soggetto che abbiamo già visto centinaia di volte, usato per rappresentare a livello popolare una visione quasi mistica del nostro universo. Sono i Pilastri della Creazione, un particolare della Nebulosa Aquila reso celebre da Hubble nell’aprile del 1995, quando il telescopio spaziale era attivo già da cinque anni.
Ed è proprio per celebrare i 25 anni di operatività del telescopio più famoso al mondo che la NASA ha deciso di riproporre la versione aggiornata di quella che è senz’altro una delle sue immagini più riuscite.
Così che ora la possiamo osservare di nuovo, con una risoluzione doppia della precedente, una decina di volte più profonda in termini di magnitudini raggiunte e con un range spettrale più ampio.

I Pilastri della Creazione – ma anche “Il Santuario”, la “Stonehenge celeste” o la “Mano di Dio”, in fondo il nome non è che un dettaglio – è una delle immagini astronomiche più famose di sempre: l’abbiamo vista davvero ovunque. Solenne, elegante, evocativa, è certamente un capolavoro da un punto di vista estetico. Il soggetto di per sé non è particolarmente insolito o speciale nella nostra galassia (si tratta “solamente” di nubi di gas e polveri in cui sta avvenendo un’intensa attività di formazione stellare), ma è difficile trovarne un esempio altrettanto suggestivo.
Ma che cosa sono in realtà i Pilastri? Quanto sono grandi, quando e come si sono formati?

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.189 - 2015 alla pagina 18

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