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5 Agosto 2020
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Chelyabinsk

Alba del 15 febbraio nei dintorni di Chelyabinsk. Il Sole nascente ha un azimut, misurato da nord, di 112°; l'origine della scia lasciata dal bolide ha un azimut di circa 100° e una altezza di circa 16°, corrispondenti a una ascensione retta di circa 329° e una declinazione di circa 7°. Il radiante si trova quindi in Pegaso.

“Una piccola Armageddon mancata” era il titolo di un mio articolo sul numero 167 di Coelum, che due mesi fa trattava dell’imminente incontro ravvicinato con il piccolo asteroide 2012 DA14. Chi poteva immaginare che, 16 ore prima di quell’incontro, la città siberiana di Chelyabinsk avrebbe vissuto davvero una Armageddon, fortunatamente in miniatura? Le stime della NASA, basate sulla popolazione presunta di NEO (Near Earth Asteroids) delle rispettive dimensioni, dicono che la frequenza media di passaggi “spettacolari” almeno come quello di DA14 è di uno ogni 40 anni, e quella di impatti clamorosi come quello di Chelyabinsk è di uno al secolo. Posto che l’incontro ravvicinato era fissato per il 15 febbraio, la probabilità che, con un intero secolo a disposizione, il bolide si fosse trovato lì proprio in quel giorno era di 1 su 36 500. Come non pensare, quindi, che i due eventi fossero in qualche modo correlati fra loro?

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.169 - 2013 alla pagina 26

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