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23 Settembre 2020
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Tutti i numeri di Herschel – L’ANATOMIA STATISTICA DI UN’IMPRESA APPARENTEMENTE IMPOSSIBILE

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Herschel Numeri

Una riedizione moderna del famoso ritratto in cui Herschel mostra (giustamente orgoglioso) la pergamena con l’orbita del pianeta appena scoperto, raffigura invece l’astronomo anglo-tedesco circondato da riferimenti statistici alle sue osservazioni deep-sky.

Considerando l’opera di William Herschel in campo astronomico, mi sono spesso chiesto in quale modo egli sia riuscito a realizzare una così monumentale serie di osservazioni operando da un paese – l’Inghilterra – di alta latitudine geografica e accreditato di pessime condizioni meteorologiche. Non certamente il sito migliore per chi si apprestava a porre le fondamenta per lo studio statistico del cielo. Nonostante ciò l’astronomo anglo-tedesco riuscì a portare a termine il suo proposito in un tempo brevissimo, sia pure diluito in un periodo di vent’anni. Come fece? Quali furono le sue frequenze osservative? In che periodo dell’anno fece il maggior numero delle scoperte? Per cercare di rispondere a queste e a molte altre domande mi ero messo a curiosare nelle “Scientific Papers” lasciateci dall’astronomo, e addirittura a consultare le tavole meteorologiche inglesi di quel periodo per cercare di dedurre il numero approssimativo di notti serene che poteva aver avuto a sua disposizione… Mi aspettava evidentemente un lavoro non da poco, ma proprio mentre stavo passando da una fonte all’altra mi è capitato d’imbattermi per caso in una ricerca, realizzata dal tedesco Wolfgang Steinicke, che dal punto di vista statistico rispondeva a gran parte delle domande che mi stavo ponendo. È così diventato un gioco da ragazzi unire le mie considerazioni ai suoi dati per preparare questo articolo: che altro non è che un insieme di statistiche e di curiosità in grado di restituire al lettore la meraviglia per un’impresa che, per svariati motivi, nessuno sarebbe in grado di ripetere al giorno d’oggi. Prima, però, una breve introduzione di orientamento.

Tutto ha inizio nel 1773, quando il musicista tedesco, all’epoca già 35enne, comincia a interessarsi di astronomia dopo aver acquistato e letto il libro “Astronomy”, di James Ferguson. Sono passati circa 16 anni dal suo trasferimento in Inghilterra dalla natia Hannover, e in quel periodo abita a Bath in compagnia della sorella Caroline e del fratello Alexandre. Herschel si innamora “perdutamente” della scienza del cielo, tanto da cominciare a trascurare la sua professione e ad impegnarsi (dopo aver imparato a sue spese quanto fossero costosi gli strumenti del tempo) nella costruzione di specchi e telescopi…

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.195 - 2015 alla pagina 28

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