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12 Novembre 2019
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TRIFIDA, l’isola cremisi che guarda la LAGUNA

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Cartina sagittario

La cartina del mese ripropone la costellazione del Sagittario, questa volta per indicare la posizione della Nebulosa Trifida (M20, NGC 6514). Siamo nel cuore della Via Lattea, a declinazioni che purtroppo non consentono agli osservatori delle nostre latitudini di poter seguire queste straordinarie nebulose ad altezze sufficientemente elevate.

Proseguiamo questo mese la nostra breve esplorazione della regione celeste più battuta in estate dagli osservatori dell’emisfero boreale. E dopo il “tuffo nella Laguna” del numero scorso, questa volta tocca a M20, la Nebulosa Trifida! Non c’è dubbio che a perdere la sfida tra M8 e M20 sia proprio quest’ultima. Di che stiamo parlando? Beh, della differenza per un oggetto deep-sky tra la resa fotografica e quella visuale. La Laguna infatti, se osservata visualmente, rispetto alla fotografia perde soltanto nella estensione delle sue regioni periferiche, mentre la Trifida si ridimensiona in grandezza ma soprattutto perde completamente quello straordinario accostamento di colore che la rende celebre anche al di fuori della cerchia di appassionati di astronomia (avete presente la copertina di Island, il vecchio album dei King Crimson?). E del resto, se M8 è “la laguna”, che cosa può esserci meglio di M20 per dare l’idea di una lussureggiante isoletta tropicale?

Un po’ di storia – Come successo per la “Laguna”, anche nel caso della Trifida non è affatto agevole risalire all’effettivo scopritore. Fino a qualche anno fa si riteneva fosse stato, nel 1747, lo stesso Le Gentil a individuarla, la notte in cui aveva segnalato la presenza della Laguna… Da qualche tempo gli storici preferiscono però dare la priorità a Charles Messier che, secondo i carteggi, la scoprì il 5 giugno del 1764, descrivendola come un «ammasso di stelle, posto un poco sopra l’eclittica, tra l’arco del Sagittario e il piede destro dell’Ofiuco».

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.184 - 2014 alla pagina 50

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