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16 Luglio 2019
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Tre comete nel cielo di Napoleone l’uomo che visse e morì nell’imitazione di Cesare

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Cometa a Norimberga

Una antica stampa tedesca rappresenta la cometa del 1769 come appariva il 9 settembre nel cielo nord di Norimberga. Dopo che Messier la ebbe scoperta l’8 agosto, la sua coda raggiunse una lunghezza di 6 gradi il 15 agosto (il giorno in cui nacque Napoleone) e i 60 gradi il 10 settembre, giorno del massimo avvicinamento alla Terra. L’ultima osservazione fu fatta il 1 dicembre.


Esattamente duecento anni fa, il 4 maggio 1814, l’Imperatore di Francia Napoleone Bonaparte veniva esiliato all’Elba, isola da dove fuggì il 26 febbraio 1815 per inseguire il sogno di conquista che da lì a poco si sarebbe definitivamente fermato sui campi di Waterloo. Un sogno che, come vedremo, fu anche alimentato dall’apparizione di tre grandi comete che sembrarono sottolineare i momenti cruciali della sua travagliata vita pubblica.
Nel corso della sua effimera parabola politica Napoleone dimostrò sempre un sincero interesse per le scienze e in particolare per la matematica, materia doin cui eccelleva e che aveva studiato a fondo in quanto tenente di artiglieria. Del resto, erano quelli gli anni in cui un acuto osservatore dei costumi, il conte Henri de Saint-Simon, scriveva: «Al giorno d’oggi si prendono informazioni su un giovane non più chiedendo quanti autori greci e latini ha studiato, ma se conosce il calcolo differenziale e le altre scienze». E della scienza il giovane generale capì subito l’importanza dal punto di vista pratico, collegato sopratutto a fini militari, senza però mai perdere di vista i vantaggi che potevano derivargli dal guadagnarsi l’appoggio pubblico delle migliori menti del tempo…

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.186 - 2014 alla pagina 24

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