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24 Gennaio 2021
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Tre ammassi nel delirio (di stelle)

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Nel Cielo

La cartina del mese abbraccia per intero la piccola costellazione dello Scudo, all'interno della quale, nella sua regione settentrionale, si possono rinvenire i tre ammassi aperti descritti nel testo: M11, M26, NGC 6664.

Proiettata sulla Via Lattea e incastonata
tra Aquila e Sagittario, la piccola costellazione dello “Scudo di Sobieski” è l’unica superstite (anche se oggi il nome con cui si indica è stato abbreviato da Scutum Sobiescianum a semplicemente Scutum) di quegli asterismi celesti dedicati ai mecenati e ai potenti del tempo. L’astronomo polacco Hevelius la disegnò infatti nel 1684 (sottraendone le stelle alla regione meridionale dell’Aquila) per glorificare le imprese dell’ultimo grande re di Polonia, Jan III Sobieski, che nel 1683 con la sua cavalleria impedì all’impero ottomano di conquistare Vienna, salvando la cristianità dalla minaccia turca. Estesa per poco più di 100° quadrati, lo Scudo è composta da stelle non molto brillanti (la più luminosa, alfa Scuti, ha una mag. di +3,8) ma tra i suoi confini racchiude il famoso ammasso M11, il che “costringe” gli appassionati a sintonizzarsi su questa piccola plaga celeste, altrimenti misconosciuta, e a misurarsi quindi con altri oggetti, più nascosti ma ugualmente interessanti.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.162 - 2012 alla pagina 50

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