17 Maggio 2012
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Stiamo vivendo un’epoca avara di comete?

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cometaCome certamente il lettore ricorderà, l’editoriale del numero di novembre raccontava della delusione per il mancato verificarsi della tempesta delle draconidi. Interpretando la comprensibile amarezza degli amatori (e girando un po’ il coltello nella piaga) giovanni anselmi si faceva portavoce di una sensazione che non è poi così rara nell’ambiente degli appassionati del cielo, e cioè quella di vivere la propria passione in un’epoca molto povera di eventi celesti e quindi avarissima di soddisfazioni. “Dev’essere dura – si leggeva nell’editoriale – aprire un qualsiasi vecchio libro di astronomia e trovarvi delle mirabolanti descrizioni di comete le cui code (doppie, triple o addirittura quintuple) andavano da una parte all’altra dell’orizzonte, richiamando moltitudini di persone incantate. Mostri del cielo, come avrebbe detto il caro Maffei, che non si peritavano di passare con una frequenza spaventosa, e a volte anche due alla volta…” Analoga constatazione si potrebbe fare anche per altre meraviglie celesti di cui abbiamo potuto solamente seguire il racconto (talvolta, ne siamo certi, un po’ enfatizzato) nei vecchi libri. Sorge dunque inevitabile la domanda: “ma è mai possibile che tutto sia successo prima di noi e che ricomincerà solo dopo di noi?”

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.155 - 2012 alla pagina 22

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