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22 Novembre 2019
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RIO CURUÇÁ – Un evento cosmico dimenticato

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Padre Fedele dAlviano

Una rarissima foto del cappuccino Padre Fedele d'Alviano (1886-1956) ritratto tra gli indios della sua missione. Padre Fedele fu anche scrittore, antropologo e scienziato, del tutto in grado quindi di interpretare nel modo corretto il racconto che gli venne fatto dai testimoni dell'apocalittica caduta dei tre bolidi. Il suo territorio missionario tra il 1929 e il 1931 era basato in São Paulo de Olivença e includeva quattro fiumi, il più piccolo dei quali era il Curuçá.

Il cosiddetto evento di Rio Curuçá è associato ad una grande caduta meteoritica avvenuta in Amazzonia il 13 agosto 1930 lungo il corso del fiume omonimo. Chiamato anche “la Tunguska brasiliana”, per l’analogia con quanto accadde in Siberia il 30 giugno 1908, ne parlò per primo l’Osservatore Romano nel 1931, e poi più nulla, a parte un breve accenno da parte di Leonid Kulik. Solo nel 1992 comparvero i primi articoli di approfondimento scientifico, anche grazie all’opera di Roberto Gorelli, amatore italiano esperto di fenomeni meteorici, che ringraziamo per averci fornito preziosi elementi per la stesura di questo articolo.

L’esplosione del bolide avvenuta un mese fa nei cieli di Chelyabinsk con feriti e devastazioni ha riproposto con urgenza all’attenzione di tutti il pericolo che piccoli asteroidi, nuclei cometari e meteoroidi possono comportare per il nostro pianeta. Se qualche anno fa tale argomento era relegato nell’ambito del catastrofismo cinematografico, i recenti avvenimenti suggeriscono di studiare con la massima attenzione le dinamiche di tutti i possibili eventi verificatisi nel passato, nella speranza di poter ampliare una casistica per forza di cose molto limitata.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.169 - 2013 alla pagina 30

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