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21 Luglio 2018
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Radioastronomia. Introduzione al cielo invisibile – Filippo Bradaschia

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Recensioni - Radioastronomia

Com’è possibile comprendere un universo non percepibile da nessuno dei nostri sensi? La radioastronomia, “la scienza dell’invisibile”, attraverso la codificazione dei segnali radio, ci permette di estendere le nostre percezioni rivelando un universo di gran lunga differente da quello che siamo abituati a “vedere”. Pur provenendo da stelle o galassie, i segnali radio che riceviamo dallo spazio non hanno una natura così diversa dalla “più naturale” e familiare luce visibile. Sono entrambi riconducibili a quell’insieme di onde che appartengono al cosiddetto spettro elettromagnetico, differenziandosi solo per lunghezza d’onda e frequenza, quanto basta per caratterizzare quel pacchetto di energia che trasportano lungo la loro eterna propagazione. I processi che generano queste onde possono essere di varia natura e dipendono dalla fisica e, in particolare, dalle interazioni atomiche/ subatomiche che avvengono con i campi in cui sono immersi. Per questo motivo diventa fondamentale lo studio multifrequenza: le molteplici informazioni che si possono svelare alle diverse lunghezze d’onda, infatti, sono in grado di rivelare agli astrofisici i meccanismi di emissione delle varie sorgenti celesti. Un esempio è l’emissione di tipo termico, uno dei processi fisici più comuni, in grado di dimostrare come ogni oggetto a una certa temperatura emetta onde elettromagnetiche differenti.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.174 - 2013 alla pagina 72

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