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15 Novembre 2019
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QUESTO MESE C’È SOLO ICARO!

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AsteroidiCome si dice da noi, ero ancora un ragazzo con le gambe incrociate del cammello quando sentii da mio padre e mio nonno la storia di Icaro che stava arrivando. Nessuno di loro ci credeva davvero, ma la fantasia correva al galoppo. Era il 1968. La storia del resto già la sapete. La sera del 26 giugno 1949, quando qui in Europa era già il 27, l’astrofisico Walter Baade impressionò con lo Schimdt da 48″ del Palomar una lastra fotografica dove, il giorno dopo, risultò evidente la lunga traccia lasciata da un asteroide. L’oggetto, di mag. +15,5, si stava muovendo da nord a sud nei pressi della stella tau Scorpii e, come si sarebbe saputo una volta calcolata un’orbita approssimativa, in quelle ore distava una quarantina di milioni di chilometri. Niente di che, ma la distanza minima di 15 milioni di chilometri era già stata raggiunta l’11 giugno precedente. Due anni dopo, quell’asteroide verrà identificato come l’oggetto che più di ogni altro, tra quelli conosciuti al tempo, era in grado di avvicinarsi al Sole (0,187 UA) al suo perielio, meritandosi così il nome di Icaro, ovvero di chi nell’antichità aveva perso la vita arrivando troppo vicino all’astro del giorno.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.193 - 2015 alla pagina 68

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