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23 Luglio 2019
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Quando HERSCHEL vendeva telescopi al fratello di Napoleone

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hanc marginis herschel

La figura di William Herschel ha dominato tutta l'astronomia dei decenni a cavallo tra Settecento e Ottocento, influenzando profondamente con il suo ingegno, le sue scoperte e la sua dedizione le menti dei giovani europei desiderosi di coltivare la via positivista alla conoscenza. Tra tutto ciò, l'astronomo anglo tedesco si dimostrò anche un avveduto venditore di “se stesso” e dei suoi strumenti, che vendette a centinaia in molti paesi.


Sebbene faccia senz’altro parte della storia minore dell’astronomia, la vicenda della passione di Luciano Bonaparte per le osservazioni celesti è degna di essere raccontata, se non altro perché getta luce anche sull’alacre attività di William Herschel come “piazzista” dei suoi strumenti, e soprattutto sulla figura misconosciuta di Padre Maurizio da Brescia, frate francescano tutore dei figli di Luciano e uomo dottissimo in ogni materia. Luciano, terzo dei fratelli Bonaparte, nacque ad Ajaccio nel 1775. Di tendenze repubblicane e liberali, fu forse l’unico in famiglia a resistere all’autorità del suo grande fratello, pur accompagnandone l’ascesa e ricoprendo incarichi come Ministro dell’Interno e poi ambasciatore a Madrid. Entrato in contrasto con Napoleone, nel 1804 lasciò la Francia e si stabilì a Roma sotto la protezione di Pio VII, quindi nel 1808 a Canino, nel viterbese. Nel 1809, con l’annessione di Roma e degli stati pontifici alla Francia, Luciano si trovò praticamente costretto a subire un regime di stretta sorveglianza, per cui poco dopo prese la decisione di trasferirsi negli Stati Uniti. Nell’agosto 1810 imbarcò tutta la famiglia – compreso Padre Maurizio Malvestiti – sul brigantino “Hercules”, fornito dal cognato, il re di Napoli Murat, insieme a un vascello di scorta. Purtroppo, il blocco navale della marina inglese fermò il convoglio al largo di Cagliari, facendo prigionieri i passeggeri, che vennero portati prima a Malta e poi – mesi dopo – fatti ripartire per l’Inghilterra, dove tutti furono internati a Thorngrove, nei pressi di Birmingham.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.175 - 2013 alla pagina 48

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