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10 Aprile 2021
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Per l’astroimaging, meglio una CAMERA CCD o una REFLEX DIGITALE?

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Un’inchiesta che ha coinvolto astrofotografi italiani a cui abbiamo chiesto le loro preferenze, il perché della loro scelta e come stanno pensando di sviluppare il proprio setup.
Basterebbe scorrere rapidamente come se fosse un cineografo, un ideale libro di fotografie astronomiche raccolte nel corso degli anni per rendersi conto di quanto il settore dell’imaging astronomico sia in costante e veloce evoluzione. Grazie alla tecnologia che ha prodotto attrezzature sempre più performanti, la qualità e la profondità delle immagini proposte è enormemente migliorata nel corso degli anni, con uno sprint agli inizi del terzo millennio, dovuto soprattutto allo sviluppo dei sensori digitali, di quelli votati alla fotografia astronomica come i CCD e di quelli “adottati” dagli astroimager per la comodità d’uso e la versatilità come le reflex digitali.

Tuttavia, fino a pochi anni fa, l’uso delle reflex digitali era considerato quasi più un ripiego economico rispetto alle più costose camere CCD dedicate, che una vera opzione. Con il recente arrivo sul mercato di digicam sempre più raffinate, dotate di grandi sensori e dalle prestazioni più performanti la situazione si è però notevolmente equilibrata. [...]

Proprio per questo abbiamo voluto condurre in redazione un’inchiesta a largo raggio, chiedendo a un campione di validi astrofotografi mondiali – non necessariamente i più affermati – le loro preferenze, il perché della loro scelta e altresì come stanno pensando di sviluppare il proprio setup.

In questa prima parte, gli interventi  e le immagini di JP Metsavainio, Tim Stone, Luiz Duczmal, Wei-Hao Wang, Lorenzo Siciliano, Alessandro (Elio) Milani, Gottfried Meissner, Eric Coles.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.188 - 2015 alla pagina 22

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