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19 Gennaio 2020
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Pan-STARRS una guida speranzosa all’osservazione di una cometa in crisi di identità

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Pan-STARRS

La figura chiarisce la geometria dell’incontro della Pan-STARRS con il Sole nel periodo di febbraio-marzo, a cavallo della data del perielio. La cometa, che proviene direttamente dalla Nube di Oort, distante migliaia di unità astronomiche, segue un’ellisse talmente allungata da confondersi con un’orbita parabolica (e>1), si approssima al Sole avvicinandolo dall’emisfero meridionale dell’eclittica (che, ricordiamo, è il piano dell’orbita terrestre) per poi curvare decisamente verso nord nell’intraprendere dopo il perielio la strada del ritorno.


Tra pochi giorni avremo finalmente le prove di quanto possa essere “malevolo e di infaustissimi accadimenti fornito” il destino dell’astronomo che sempre sul più bello si vede privato dello spettacolo per il quale, nell’attesa, aveva tanto spasimato. Aspettavamo questa “grande cometa” da mesi, e adesso, proprio in dirittura, sembra che ci ritroveremo ad osservare soltanto una bella cometa, però incapace di avere la meglio sulla luce del crepuscolo… Sarà proprio così? O per una volta l’astronomo resterà doppiamente sorpreso? Nell’incertezza, abbiamo comunque deciso di fare finta di niente, e di mettere in cantiere lo stesso articolo che avevamo in mente quando le notizie “infauste” sul dimagrimento della Pan-STARRS non erano ancora arrivate. Un articolo doppio, per la precisione, con la prima parte dedicata all’osservazione visuale e la seconda a quella fotografica. Mal che vada avremo fatto esperienza per l’arrivo di fine anno della ISON…
La Pan-STARRS è ormai da tempo entrata nel mirino degli osservatori australi, che favoriti dalla geometria della sua orbita (vedi figura a sinistra) già da gennaio hanno avuto la fortuna di poterla seguire – con dei semplici binocoli e da metà febbraio ad occhio nudo seppure con difficoltà. C’è stato un breve periodo, quando era molto più lontana, tra fine primavera e inizio estate 2012, in cui anche dalle nostre latitudini la cometa poteva essere osservata. Ricordo bene di averla vista il 17 giugno di quell’anno con un riflettoreda 30 cm di diametro. Era ancora debolissima, un fiocchetto di dodicesima magnitudine sperso tra le stelle della Bilancia. Nel corso dell’estate si era poi inabissata verso le costellazioni australi, un viaggio verso il polo celeste meridionale da cui sta riemergendo soltanto ora. Ma quand’è che la Pan-STARRS comincerà a mostrarsi ai nostri occhi? O meglio, quando ci si potrà mettere sulle sue tracce con la concreta speranza di avvistarla? A prescindere da eventuali outburst – quei fenomeni improvvisi e imprevedibili di disgregazione del nucleo che innalzano la luminosità dell’oggetto in maniera anche molto rilevante – tutto ciò che si sapeva fino a circa un mese fa sembrava indicare che, grazie alla luminosità prevista, la cometa si sarebbe materializzata sulla sinistra del Sole verso il 10 marzo, appena passato il perielio. Una magnitudine di –1, come si pensava sarebbe avvenuto, l’avrebbe infatti resa osservabile anche con un’elongazione dal Sole di pochi gradi. Se la Pan-STARRS si rivelerà invece, come si paventa (vedi anche a pag. 24 le interviste raccolte da Marco Bastoni) un oggetto che a malapena raggiungerà la mag. +3, allora dovremo rassegnarci all’idea di poterla forse solo intravvedere ad occhio nudo, ma solamente tramite binocoli o telescopi farà effetto. E questo, inutile nasconderselo, non avrebbe niente a che vedere con “lo spettacolo di una grande cometa che si offre alla visione di tutti, con semplicità”, come ha scritto giustamente il direttore Anselmi nello scorso editoriale.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.168 - 2013 alla pagina 14

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