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25 Gennaio 2021
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SpaceX

L’autore in una foto ricordo della sua visita alla fabbrica di SpaceX posa vicino al primo Dragon recuperato. Ivano Dal Prete, appassionato di astronomia da sempre, si interessa in particolare di osservazione planetaria e storia dell'astronomia. Laureato in storia moderna, svolge attività di insegnamento e ricerca presso la Columbia University (New York).

Una visita guidata alla Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX) l’azienda privata che si propone di iniziare la colonizzazione di Marte entro i prossimi 15 anni, scavalcando le iniziative che le grandi agenzie spaziali stanno conducendo a ritmi sempre più ridotti. SpaceX, fondata nel 2002 da Elon Musk, già cofondatore di PayPal, ha sviluppato i lanciatori spaziali parzialmente riutilizzabili Falcon 1, Falcon 9 e Falcon Heavy, e la capsula per il trasporto orbitale di persone e merci denominata Dragon (vedi foto a pag. 28, in basso). Il 22 maggio 2012 è diventata la prima compagnia privata ad aver inviato un veicolo alla Stazione Spaziale Internazionale, ma la vera meta resta il volo verso il pianeta rosso; anche solo per impiantarci una piccola serra. [Los Angeles, luglio 2013]
«Si, possiamo organizzare una visita della nostra sede e della fabbrica di Hawthorne. Venga pure a trovarci, il nostro indirizzo è 1, Rocket Road».
Via del Razzo, n. 1, difficile immaginare un indirizzo più appropriato per la sede della Space Exploration Technologies (meglio nota come SpaceX) di quello fornitomi da Christina Ra, responsabile per le relazioni pubbliche della ditta californiana. Ancora stento a credere di aver ricevuto una risposta positiva alla mia richiesta in un momento così delicato per loro, ma tant’è: Eccomi qui in auto diretto verso il sobborgo industriale di Los Angeles dove SpaceX è nata, mentre graziato dal traffico (miracolosamente scorrevole) ripasso a mente le principali tappe del fenomeno che sta scuotendo l’astronautica mondiale.Una dozzina d’anni fa Elon Musk, uno dei rampanti 30enni che hanno accumulato una fortuna con il primo boom di internet, decide di usare parte dei suoi miliardi per realizzare un vecchio sogno: impiantare una piccola serra su Marte dove spedire e tenere in vita delle piante terrestri, trasformando così la vita in un fenomeno interplanetario. Sennonché, Musk deve immediatamente fare i conti con gli sbalorditivi costi di lancio e decide in fretta due cose. La prima, che è inutile parlare di viaggi spaziali finché mandare in orbita un chilo di carta igienica costa decine di migliaia di dollari; la seconda, che i governi e i colossi aerospaziali americani, europei, russi o anche cinesi non hanno né gli incentivi, né la mentalità per cambiare questo stato di cose. Per vedere qualche reale progresso, si dovrà quindi trapiantare nell’ambito aerospaziale la mentalità della Silicon Valley da cui proviene.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.175 - 2013 alla pagina 26

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