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17 Gennaio 2021
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Novità dal Mondo dell’Astronomia

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Telescope DoctorDobson 12″ ES Ultralight

Il costruttore cino-americano Explore Scientific ha presentato un nuovo modello di telescopio Dobson ultraleggero, progettato per essere smontabile e rimontabile in pochi minuti per facilitarne il trasporto e il montaggio anche sotto cieli bui. L’apertura di questo nuovo Dobson è pari a 305 mm, una misura che permette di osservare, sotto cieli incontaminati, centinaia di oggetti deep-sky. Il costruttore ha posto particolare attenzione al peso e al sistema di montaggio/smontaggio, che non richiede attrezzi e permette di sistemare l’intero strumento smontato anche nell’abitacolo di una city car. Explore Scientific inoltre dichiara che l’Ultralight Dobson è, a dispetto del peso molto leggero, molto rigido e dotato di movimenti fluidi che consentono un facile puntamento e inseguimento degli oggetti osservati anche ad alti ingrandimenti.

GSO Astrografo 12″ F8 RC – Truss Carbon Tube

Il noto costruttore Taiwanese Guan Sheng Optical (GSO) ha presentato un nuovo astrografo di apertura media (304 mm) dedicato agli astroimager più impegnati, che hanno bisogno di uno strumento di lunga focale per la ripresa di oggetti deepsky di piccola estensione angolare. Seguendo una tendenza consolidata nell’industria degli astrografi Cassegrain, il nuovo GSO è costruito con un’intubazione a traliccio realizzata con una trama di tubi in fibra di carbonio, con un conseguente abbassamento del peso del telescopio (circa 20 kg), permettendonde quindi il montaggio su montature di fascia media. Il nuovo Astrografo GSO 12″ è un Ritchey Chrétien (con entrambi gli specchi iperbolici) con luminosità f/8 che illumina un campo di circa 60 mm di diametro. Senza correttore di campo, il campo sfruttabile ha un diametro di 35 mm che ne permette l’uso con un sensore CCD o CMOS di formato APS-H, 4/3″ o anche Full Frame senza particolari problemi di vignettatura o di aberrazioni.

Binocolo RP OPTIX ZEUS 100 mm

Sempre più spesso gli osservatori visuali del cielo profondo rivolgono la propria attenzione ai super-binocoli e ai binoscopi, preferendo – ed è un’opinione che in parte condivido – la naturalezza della visione binoculare alla “potenza pura” dei telescopi monoculari. Va anche ricordato che l’uso di un doppio-telescopio binoculare o di un grosso binocolo permette di cogliere oggetti di magnitudine più debole di quanto non farebbe supporre l’apertura di ogni singolo obiettivo del sistema ottico.

Tau Ceti XY Finder

Per guidare durante una lunga esposizione sul cielo profondo si usano spesso telescopio di guida e telecamera CCD/CMOS, con l’indispensabile avvertenza di fissare il telescopio di guida in modo molto rigido a quello fotografico, per evitare la flessione differenziale che genera immagini mosse. Nel contempo, però, le stesse parti meccaniche che fissano la guida devono permettere all’utente di disassare di piccoli angoli lo strumento guida, allo scopo di cercare e quindi centrare una stella di guida di sufficiente luminosità nel piccolo campo della camera. Dato che ovviamente un sistema mobile è meno rigido di uno fisso, questo metodo di guida è fonte di parecchi problemi pratici, che gli astroimager fronteggiano con difficoltà da quando esiste la fotografia astronomica. Il costruttore texano Tau Ceti ha escogitato un sistema che risolve in modo brillante questo annoso problema, presentando l’XY-Finder (in attesa di brevetto) che permette di montare il telescopio di guida in modo permanente e rigidamente bloccato in parallelo rispetto al telescopio fotografico.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.179 - 2014 alla pagina 49

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