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4 Marzo 2021
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Novità dal mondo dell’astronomia

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Telescope doctor

Celestron spinge l’acceleratore sull’imaging: Astrografo Celestron Rowe- Ackermann Schmidt 11″ f/2.2

Da vari anni Celestron sta concentrando i propri sforzi nello sviluppo delle attrezzature dedicate all’imaging. Nel mese di aprile l’azienda cino-americana ha presentato un nuovo astrografo catadiottrico, chiaramente derivato dal Celestron 11 EdgeHD (quindi un telescopio Schmidt che però lavora esclusivamente al primo fuoco f/2.2 e non a quello Cassegrain). Il costruttore dichiara che questa ottica incorpora lenti realizzate con vetri speciali a bassa dispersione e che è esente da falsi colori, da coma, e da curvatura di campo. La differenza rispetto alla variante “Fastar” del Celestron C11 è che in questo caso l’ottica è stata riprogettata per fornire un campo di più ampia estensione a fronte di una maggiore ostruzione centrale (pari a 0,40).

Da Starlight Xpress l’evoluzione dell’autoguida: Lodestar X2

La grande maggioranza degli astroimager ritiene che l’autoguida più sensibile e più affidabile attualmente presente sul mercato sia la Lodestar, prodotta dal costruttore britannico Starlight Xpress, uno dei “pionieri” dell’imaging digitale moderno. Di recente la Starlight Xpress ha presentato una ulteriore evoluzione di questa celebre camera per autoguida, la versione Lodestar X2 che, grazie all’uso del nuovo sensore Sony ICX829 (della serie “Exview 2”), raddoppia la propria sensibilità permettendo il guadagno di quasi una magnitudine nella scelta delle stelle di guida più deboli, un’ottima notizia per gli astroimager di galassie, che spesso devono fare i conti con la scarsità di stelle di guida di sufficiente luminosità nei pressi degli oggetti preferiti.

Rifrattori ComaFreeField

La grande maggioranza dei costruttori di telescopi rifrattori ha sede negli USA e in estremo oriente, ma c’è anche qualche eccezione: nella vecchia Europa ogni tanto si affaccia qualche nuova azienda che si dedica a questa vecchia e nobile arte. È il caso, ad esempio, della CFF, il cui nome è l’acronimo “Coma Free Field” (campo privo di coma): una piccola azienda nata dalla passione di alcuni astrofili europei e che progetta e costruisce telescopi di alta qualità, 100% “made in Europe”, dedicati agli astronomi dilettanti.

Daystar QUARK, il primo “Oculare” H-alf

I filtri e i telescopi completi per le osservazioni della turbolenta e spettacolare cromosfera solare sono diventati sempre più popolari dopo l’introduzione dei piccoli telescopi solari a prezzo abbordabile, “dedicati” alla banda H-alfa, venduti in grande quantità da Coronado (PST) e da Lunt (LS35FHa1). Va ricordato che i filtri solari a banda stretta sono tradizionalmente composti da 3 distinti elementi ottici: un filtro di reiezione (ERF) da posizionare all’ingresso del telescopio, che limita l’energia luminosa e termica in ingresso, seguito da un elemento molto complesso chiamato Fabry-Perot o “etalon” che seleziona per interferenza solo le radiazioni della banda h-alfa e infine da un terzo elemento chiamato filtro di bloccaggio, posto prima del fuoco, che fa passare solo la radiazione interessata eliminando quelle, vicine, che abbasserebbero il contrasto delle immagini in modo intollerabile.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.181 - 2014 alla pagina 48

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