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22 Settembre 2020
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Notiziario di Astronomia

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Chury

Il 29 luglio scorso, quando si trovava a 186 km dal nucleo, Rosetta ha osservato un getto di materia staccarsi dalla cometa, talmente intenso da risultare per diversi minuti, agli occhi della sonda, più luminoso del nucleo stesso. Questa immagine è una elaborazione a colori di uno dei frame originali. «È stato il getto più brillante che abbiamo mai visto – ha spiegato Carsten Güttler del Max Planck Institute – Di solito, le emissioni gassose sono piuttosto fioche rispetto al nucleo, tanto che dobbiamo giocare molto con il contrasto delle immagini per renderle visibili; ma questo è stato veramente eccezionale».


La “Chury” supera il perielio continuamente monitorata da Rosetta

Alle 4:03 ora italiana del 13 agosto scorso la 67P/Churyumov-Gerasimenko ha toccato il perielio, il punto della sua orbita più vicino alla nostra stella. In quel momento il nucleo si trovava a 186 milioni di chilometri dal Sole, e a 265 milioni di chilometri dalla Terra; ma per la prima volta nella sua lunga storia di vagabonda del Sistema solare, la cometa non era da sola a soffrire le pene dell’inferno: la accompagnava la sonda Rosetta, che da una distanza di sicurezza ha potuto fotografare l’esponenziale aumento di attività del nucleo e acquisire dati di straordinario interesse. Il momento più alto e delicato dell’intera missione Rosetta è arrivato ed è trascorso; per la prima volta nella lunga storia dell’esplorazione del Sistema solare si è riusciti a seguire una cometa da vicino nel momento più estremo del suo percorso orbitale, quello in cui il suo nucleo è sottoposto a condizioni di temperatura e a forze mareali capaci di disgregarlo in un attimo.

E arrivano intanto delle vecchie immagini riprese da PHILAE

A sorpresa, sul finire di luglio l’ESA ha rilasciato alcune immagini riprese da Philae il 12 novembre scorso, quando il lander riuscì a posarsi, non senza qualche disavventura, sul nucleo della cometa. Qui sopra un dettaglio reso a colori tratto dalla foto rilasciata il 30 luglio e ripresa quando il robottino si trovava a una distanza di soli 9 metri dalla superficie e si apprestava a toccare il suolo per il primo rimbalzo.

SEMAFORO VERDE PER LA CAMERA CCD PIÙ GRANDE DEL MONDO

Approvato il progetto per la realizzazione della macchina fotografica con rivelatore a più alta definizione mai costruito: oltre tre miliardi di pixel. Installata sul Large Synoptic Survey Telescope (10 metri di diametro), in Cile, dovrebbe iniziare ad essere operativa dal 2022, permettendo quindi agli astronomi di redigere in dieci anni un catalogo d’oggetti celesti senza precedenti. Quando entrerà in funzione, promettono i costruttori, sarà in grado di sfornare ogni notte l’equivalente di 800 mila fotografie a definizione standard. Per un totale di 6 milioni di gigabyte ogni anno!

NUOVO TELESCOPIO ALLE HAWAII – ATLAS: arriva la sentinella anti asteroidi

Si chiama “Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System telescope” e promette di difenderci da tutti quegli asteroidi che potrebbero rappresentare una minaccia per la Terra. Appena completato sulla cima del vulcano Haleakala alle Hawaii, è un progetto finanziato dalla NASA È operativo da pochi giorni sulla cupola dell’Osservatorio di Maui, alle isole Hawaii, il telescopio ATLAS 1. È uno dei due strumenti progettati dall’Università delle Hawaii con il sostegno economico NASA per proteggere la Terra da tutti quegli asteroidi che potrebbero rappresentare una minaccia. Una volta messo a punto il sistema, ATLAS garantirà un monitoraggio costante del cielo notturno mappando tutti gli oggetti in movimento.

La Dawn scende ancora – mai così vicina alla superficie di Cerere

Le immagini riprese dalla sonda Dawn da una distanza di soli 1500 km mostrano con un livello di dettagli senza precedenti alcune stranissime conformazioni, come il monte a forma di cono, e poi crateri, depressioni e fratture… Siamo però ancora in attesa delle foto che dovrebbero documentare la vera natura degli spot luminosi. La sonda Dawn ci aveva lasciati a inizio agosto con una promessa: entro fine mese il rilascio delle prime immagini di Cerere da un’altezza di meno di 1500 km, un’orbita tre volte più vicina di tutte le precedenti. E la promessa è stata mantenuta.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.195 - 2015 alla pagina 6

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