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18 Gennaio 2021
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Notiziario di Astronomia

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HUYGENS

Dieci anni fa HUYGENS si posava sulla superficie di TITANO

La discesa della sonda durò circa due ore prima di toccare il freddo suolo di Titano, dal quale continuò a trasmettere per ancora un’ora prima che le batterie si esaurissero. Un’impresa epocale per la piccola sonda europea, ancora oggi il più estremo avamposto dell’ingegno umano sulla superficie di un corpo celeste.
Ve lo ricordate? Dieci anni fa, il 14 gennaio del 2005, la Cassini paracadutava la sonda Huygens su Titano, la grande luna di Saturno. Huygens attraversò coraggiosamente la densa atmosfera del satellite, fornendo le prime immagini di quel mondo che molto ricorda la Terra nella sua primissima fase iniziale, quando ancora il metano e l’attività vulcanica ne caratterizzavano l’atmosfera e la superficie. La discesa durò più di due ore, dopo di che, posatosi sul suolo ghiacciato, il piccolo lander continuò a trasmettere per ancora più di un’ora prima che le batterie si esaurissero.

DAWN: prime immagini di CERERE

Dopo un anno passato in orbita intorno all’asteroide Vesta e altri due anni e mezzo di viaggio, la missione NASA Dawn sta finalmente raggiungendo Cerere. Questa ultima fase di avvicinamento durerà fino al 6 marzo, giorno in cui la sonda entrerà in orbita intorno al grande asteroide e darà il via ai successivi 16 mesi di studio. In questa ultima fase di approccio, gli strumenti si accenderanno ogni due settimane, iniziando a inviare a Terra immagini e dati di questo mondo ancora sconosciuto. Le primissime fotografie sono già arrivate, ma solo in marzo scopriremo il vero volto di Cerere.
La qualità non è ancora al top, ma le immagini di Cerere che la sonda Dawn ci sta inviando sono comunque già migliori di quelle catturate dal telescopio spaziale Hubble una decina di anni fa. Certo, questo è solo l’inizio: Dawn al momento delle riprese si trovava ancora a oltre 200 mila chilometri dal suo obiettivo, ovvero dall’asteroide che con un diametro di circa 950 chilometri è il più grande presente nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, l’unico di quella regione a fregiarsi dello status di “pianeta nano”.

LA COMETA COMINCIA A FARE SUL SERIO

La spettacolare crescita dell’attività della Churyumov-Gerasimenko nella prima immagine rilasciata dal team Rosetta nel 2015.
La cometa intorno alla quale continua a girare la sonda Rosetta comincia a manifestare i segni del suo progressivo avvicinamento al Sole. A rivelarlo – prescindendo dai dati che gli strumenti a bordo della sonda europea stanno accumulando da mesi – è questa nuova immagine ripresa dalla camera OSIRIS di Rosetta il 22 novembre scorso, ma rilasciata solo i primi giorni del 2015. Scattata da una distanza di 30 km, la foto testimonia di un livello di emissione gassosa enormemente cresciuto rispetto solo a un mese prima, con getti di materia che riempiono l’intero campo di ripresa. I getti appaiono staccarsi dal collo, la regione più attiva del nucleo binario della cometa, ma lentamente anche i due lobi si stanno attivando.

ASTEROIDE IN VISITA, CON SORPRESA

Le osservazioni radar di 2004 BL86, il Near Earth Object che il 26 gennaio è passato a circa 1,2 milioni di km dalla Terra, mostrano che attorno a questo oggetto orbita un piccolissimo compagno.

L’asteroide 2004 BL86, il piccolo Near Earth Object che il 26 gennaio scorso ha “sfiorato” il sistema Terra-Luna passando a una distanza di 1,2 milioni di chilometri dal nostro pianeta, ha non solo interessato moltissimi appassionati, che l’hanno seguito e fotografato da ogni parte del mondo, ma all’ultimo momento si è anche presentato con una sorpresa: la presenza di una piccola luna al suo seguito!
La notizia è arrivata dalle immagini radar della NASA condotte con l’antenna del Deep Space Network a Goldstone.

Ultima uscita per Plutone

A partire dalla fine di gennaio la sonda New Horizons, risvegliatasi a dicembre, comincerà a fotografare Plutone fornendo le prime immagini per una migliore analisi dinamica dell’ex pianeta e delle sue lune.
E’ partita esattamente nove anni fa e ora, dopo un viaggio di miliardi di chilometri che l’ha portata ai confini del Sistema solare, ha quasi raggiunto il suo obiettivo, ovvero Plutone. La sonda NASA New Horizons, lanciata il 19 gennaio 2006, si sta preparando alla fase più importante della sua missione, quella che nei prossimi mesi ci fornirà delle vedute senza precedenti di un mondo gelido, lontanissimo e inesplorato.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.189 - 2015 alla pagina 6

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