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19 Giugno 2018
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La nebulosa a forma di matitaHUBBLE fotografa la “strana coppia”
MA NON RISOLVE IL MISTERO
Il 6 settembre 2012 i siti europeo e americano del telescopio spaziale Hubble hanno pubblicato una magnifica immagine che mostra due galassie, una ellittica e una a spirale, parzialmente sovrapposte, apparentemente vicinissime. La galassia ellittica è NGC 4649, meglio nota come Messier 60, la galassia a spirale è invece NGC 4647. La risoluzione di HST poteva forse riuscire a risolvere un mistero, ma i dubbi permangono

Nevicate di ghiaccio secco su MARTE

Grazie alle osservazioni di Mars Reconnaissance Orbiter, ricercatori della NASA scoprono una nuvola di anidride carbonica allo stato solido che dà luogo a vere e proprie precipitazioni nevose. Dalle nostre parti, sulla Terra, si usa per conservare i cibi, raffreddare i processori dei supercomputer e per creare effetti scenografici in molti spettacoli. Ma su Marte, il ghiaccio secco (o meglio, l’anidride carbonica allo stato solido), crea vere e proprie nevicate. Lo ha scoperto la sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, individuando il primo esempio conosciuto di neve di anidride carbonica nel Sistema Solare.

La “Supernova di Keplero” sorprende ancora

Secondo le osservazioni del satellite Chandra della NASA, la supernova avvistata nel 1604 dall’astronomo tedesco fu non solo insolitamente potente, ma si verificò a una distanza maggiore di quanto si era pensato finora. Il 9 ottobre 1604 – come riportato da molte testimonianze a cominciare da quella del grande astronomo tedesco Johannes Kepler, che la vide il 17 ottobre – una nuova brillantissima stella apparve in Ofiuco, rimanendo visibile ad occhio nudo per quasi 18 mesi e raggiungendo un picco di luminosità pari “a quella di Giove”. Oggi sappiamo che si trattava di una supernova di cui sono ancora visibili i resti, l’ultima esplosa nella Via Lattea [vedi su Coelum 76 l’articolo “De stella nova in pede serpentarii”].

Goodbye Vesta HELLO CERERE!

Sotto la dolce spinta data dai suoi motori a ioni, alle 6:26 TU del 5 settembre, la sonda Dawn ha lasciato l’asteroide Vesta in direzione di Cerere, pianeta nano che nelle previsioni dovrebbe raggiungere all’inizio del 2015. Lanciata il 27 settembre 2007 e arrivata su Vesta nel 2011, nell’ultimo anno Dawn ha mappato in altissima risoluzione tutta la superficie di questo storico e grande asteroide, che nelle riprese da Terra o anche da parte di HST non era niente più di un confuso grumo di pixel. “Siamo un po’ malinconici sulla fine di un’esplorazione incredibilmente produttiva ed emozionante su Vesta, ma ora i nostri occhi sono puntati sul pianeta nano Cerere” – ha affermato Marc Rayman, direttore della Missione. Dinanzi a sé la sonda ha ancora circa 4,6 miliardi di chilometri, distanza che verrà coperta in non meno di due anni e mezzo di viaggio. Dawn si sta infatti allontanando da Vesta seguendo un’orbita a spirale sempre più ampia… comoda e pulita, come l’energia che viene dal motore a ioni, ma forzatamente molto lenta. La seguiremo lungo il suo lungo viaggio, riportando di tanto in tanto le notizie più salienti sulle sue condizioni operative.

Un alone caldo attorno alla VIA LATTEA

La nube scoperta da Chandra si estende per più di mezzo milione di anni luce e ha una massa comparabile a quella dell’intera galassia. In un recente studio pubblicato sul numero del 1 settembre di The Astrophysical Journal, un team di cinque astronomi guidato da Anjali Gupta ha usato non solo i dati del Chandra, ma anche del telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA e del satellite giapponese Suzaku, per determinare la temperatura, l’estensione e la massa di questo alone di gas caldo.

ULTIMA ORA – 2013 L’anno delle due grandi comete?

Aquanto pare, il prossimo anno, il 2013, potrebbe essere ricordato in futuro come “L’anno delle due grandi comete”. Dopo l’attesissima Pan-STARRS, che potrebbe raggiungere magnitudine negativa la prossima primavera, si profila all’orizzonte l’arrivo della C/2012 S1 (ISON), che nel novembre 2013 (secondo i calcoli preliminari) potrebbe arrivare addirittura alla mag. –15! Ma andiamo per ordine. La cometa C/2012 S1, al momento della scoperta, avvenuta il 21 settembre scorso nei Gemelli durante la survey condotta in Russia dall’International Scientific Optical Network (ISON), si mostrava di una flebile mag. +18,8, alla distanza di 6,7 UA dalla Terra e 6,2 dal Sole, molto oltre l’orbita di Giove. A fine novembre 2013 transiterà a meno di 0,012 Unità Astronomiche (1,8 milioni di chilometri) dalla superficie solare, ed è per quella data che le previsioni più ottimistiche prevedono che la cometa darà spettacolo anche per noi terrestri. Resta ovviamente da verificare se l’aumento di luminosità di cui la cometa viene accreditata durante il suo passaggio al perielio sarà osservabile dalla Terra, dato che l’elongazione dal Sole sarà ridottissima.

La nebulosa a forma di matita

Si chiama Pencil Nebula la protagonista dell’ultimo scatto del WFI (Wide Field Imager) dell’ESO. Questa particolare nube di gas fa parte di un enorme anello di detriti, lasciati da un’esplosione di supernova che avvenne circa 11 000 anni fa. Nonostante la tranquilla bellezza di una notte stellata, l’universo non è per nulla un lungo tranquillo. Le stelle nascono e muoiono in un ciclo incessante, e a volte la morte
di una stella può creare una visone d’ineguagliabile bellezza quando il materiale lanciato nello spazio forma strane strutture. Questa nuova immagine del WFI (Wide Field Imager), montato sul telescopio
MPG/ESO da 2,2 metri all’Osservatorio dell’ESO di La Silla in Cile, mostra la Nebulosa Matita su uno sfondo ricco di stelle.

Primi specchi per il nuovo telescopio spaziale

Con la consegna dei primi due specchi, avvenuta il 17 settembre scorso, comincia a prendere forma il James Webb Space Telescope della NASA, lo strumento che dovrà prendere il posto del telescopio orbitante Hubble. Gli ingegneri del Goddard Space Flight Center sono già al lavoro per testarli, dopo di che verranno conservati in una camera sterile fino al momento dell’assemblaggio finale. Ciascuno dei diciotto specchi a forma esagonale, che formeranno lo specchio principale di 6,5 metri, misura più di 1,3 metri di larghezza e pesa circa 40 kg. I restanti 16 esagoni verranno inviati nei prossimi 12 mesi e la loro installazione sul telescopio sarà completata entro il 2015.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.163 - 2012 alla pagina 6

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