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19 Novembre 2017
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Notiziario

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GW170817: a global astronomy event

Nella mappa tutti gli Osservatori che, a diverse lunghezze d'onda elettromagnetiche e gravitazionali, hanno individuato, seguito e analizzato l'evento GW170817, identificandolo con l'esplosione di una kilonova dovuta alla fusione di due stelle a neutroni. Si tratta di circa 70 Osservatori a Terra, sette dallo spazio, i due rivelatori LIGO e quello della collaborazione franco-italiana Virgo. Crediti: LIGO-Virgo.

Un’esplosione d’oro e platino per l’inizio di una astronomia tutta nuova

r la prima volta è stata rilevata la controparte visibile di una sorgente d’onda gravitazionale, quinto risultato della collaborazione LIGO-Virgo. Le storiche osservazioni suggeriscono che la sorgente sia il risultato della fusione di due stelle di neutroni chiamata kilonova, da tempo ipotizzata e alla base della creazione di elementi pesanti come l’oro e il platino. Ma non solo, all’evento è associato anche un raro lampo gamma di breve durata, che completa il quadro portando alla conferma di eventi finora solo teorizzati. Numerosi gli studi pubblicati su Nature e altre riviste scientifiche e presentati in tre conferenze stampa simultanee dalle principali agenzie coinvolte.
Cometa o Asteroide? La doppiamente doppia identità di 288P

Grazie al Telescopio Spaziale Hubble un gruppo di astronomi guidato da Jessica Agarwal del Max Planck Institute for Solar System Research (Germania), ha scoperto che quell’inusuale oggetto che orbita nella fascia degli asteroidi con una natura a metà tra un asteroide e una cometa – indicato con la sigla da asteroide 300163 (2006 VW139) e con la sigla da cometa 288P – è, in realtà, un sistema binario. Si tratta quindi di due asteroidi orbitanti uno attorno all’altro, con caratteristiche simili a quelle delle comete: ciò rende quest’oggetto il primo asteroide binario classificato anche come cometa.

Il guscio gassoso di una stella senescente

Nella debole costellazione australe della Macchina Pneumatica, un osservatore attento, armato di un buon binocolo, può individuare una stella molto rossa, U Antliae, la cui magnitudine varia leggermente da una settimana all’altra. Recenti osservazioni condotte con il telescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) hanno rivelato un guscio sferico, decisamente sottile, che la circonda.

ALMA e Rosetta trovano il Freon-40 nello spazio

Poche speranze che questa molecola possa indicare la presenza di vita. Rivelato la presenza del composto organoalogenato Freon-40 nel gas che circonda una stella neonata e vicino a una cometa. I composti organoalogenati vengono formati da processi organici sulla Terra, ma questa è la prima volta in cui si osservano nello spazio interstellare. La scoperta suggerisce che i composti organoalogenati possano essere indicatori della presenza di vita meno sicuri di quanto si sperasse, ma potrebbero comunque rappresentare una componente significativa della materia da cui si formano i pianeti.

Trovata la metà della massa barionica che mancava all’appello

Ormai conoscete bene la caccia alla Materia Oscura (oltre a segnalarvi e proporre numerosi articoli, gli abbiamo anche dedicato un numero: Materia oscura, l’universo invisibile), una misteriosa sostanza che si pensa permei l’universo, teorizzata per spiegare gli effetti gravitazionali che osserviamo. Ma il problema della massa mancante non si limita alla ricerca di nuovi tipi di materia esotica, i nostri modelli dell’universo ci dicono anche che là fuori dovrebbe esserci, nascosta da qualche parte, il doppio circa di materia ordinaria (detta barionica) rispetto a quella osservata.

Haumea, il transnettuniano con l’anello

Recenti osservazioni di Haumea, uno dei “pianeti nani” (tra cui troviamo anche Plutone) posti nelle regioni più esterne del Sistema Solare, hanno dimostrato che possiede un anello di polveri che lo circonda. A scoprire questa sorprendente proprietà è stato un team di astronomi dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía, guidato da José Luis Ortiz, al quale hanno preso parte anche ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). È la prima volta che viene individuata una struttura ad anello attorno a un oggetto transnettuniano (TNO).

Nuovo rinvio per il James Webb Space Telescope

Il Telescopio Spaziale James Webb (JWST) verrà lanciato nella primavera del 2019 e non più nel 2018: sarà la volta buona? Dopo una serie di aggiornamenti dalla NASA, che avevano fatto pensare ad una accelerazione del progetto del futuro telescopio spaziale o quanto meno ad un rispetto dei tempi fissati, è giunta la notizia dell’ennesimo rinvio del lancio, previsto per ottobre 2018 e ora slittato a giugno 2019. La conferma è arrivata dalla NASA stessa che ha spiegato che l’integrazione tra alcune componenti del telescopio (l’integrazione e il test dello schermo solare) «sta richiedendo più di quanto previsto» ma che il cambio di data non deve essere interpretato come il segnale di un problema tecnico o di performance.

Saturno: la forza lunare tiene a bada l’anello A

Vi siete mai chiesti come sia possibile che i milioni di piccoli oggetti (dal micrometro al metro) che formano l’anello A di Saturno non si disperdano nello spazio circostante ma restino “incollati” lì? Precisi e compatti a formare l’anello planetario più brillante del sesto pianeta del Sistema solare, nonché il più grande e lontano di quelli visibili. Dopo trent’anni gli astronomi hanno capito che il responsabile non è Giano (la luna conosciuta come Saturno X). O meglio, non da solo: il satellite, che porta il nome della divinità romana, tiene a bada la polvere dell’anello insieme ad altre lune. Pan, Atlante, Prometeo, Pandora, Epimeteo, Mimas e, appunto, Giano: questa è la formazione lunare che, con l’ausilio fondamentale della forza di gravità, ci permette di ammirare il Signore degli anelli in tutta la sua grandiosità.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.216 - 2017 alla pagina 6: Leggilo Online!

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