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4 Marzo 2021
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LUCI AUSTRALI sul filo dell’orizzonte

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cielo sepolto Sagittario

Nell'emisfero boreale il Sagittario è una figura caratteristica delle notti d'estate: appare piuttosto bassa sull'orizzonte meridionale e può essere osservata nel cielo serale senza difficoltà solo nel periodo compreso fra giugno e settembre.. Nell'emisfero australe è invece una figura caratteristica e dominante nei cieli invernali e si presenta allo zenit anche nelle regioni temperate medie, oltre che in quelle tropicali, a causa della sua estensione a sud dell'eclittica. Qui da noi la costellazione raggiunge in meridiano un'altezza media di circa +20°, abbastanza per mostrare l'asterismo conosciuto come “la teiera”; ma le estreme propaggini, proprio quelle dove si trovano le stelle Alfa e Beta, restano sconosciute ai più, perse come sono tra la foschia dell'orizzonte…

Se provate a chiedere a un appassionato di astronomia dove si trovano Alfa e Beta Sagittarii, molto probabilmente non saprebbe rispondervi. E non tanto per il fatto che, con le moderne montature automatizzate, si è un po’ persa la visione diretta delle costellazioni, ma per tre motivi molto semplici. Il primo è che quando si parla del Sagittario il pensiero corre immediatamente al suo asterismo principale, vale a dire quel gruppo di 8 stelle comunemente noto come “teiera”, dimenticando, quindi, che la costellazione è in realtà ben più vasta; il secondo motivo è che le due stelle sopra menzionate, contrariamente a quanto succede nella maggioranza dei casi, non sono le più brillanti della costellazione (il primato spetta infatti alla stella Epsilon, di magnitudine +1,8, mentre Alfa e Beta sono solamente di quarta grandezza). Il terzo motivo, infine, è che si trovano a declinazioni molto basse, a mala pena accessibili agli abitanti del Centro-Nord dell’Italia.Se provate a chiedere a un appassionato di astronomia dove si trovano Alfa e Beta Sagittarii, molto probabilmente non saprebbe rispondervi. E non tanto per il fatto che, con le moderne montature automatizzate, si è un po’ persa la visione diretta delle costellazioni, ma per tre motivi molto semplici. Il primo è che quando si parla del Sagittario il pensiero corre immediatamente al suo asterismo principale, vale a dire quel gruppo di 8 stelle comunemente noto come “teiera”, dimenticando, quindi, che la costellazione è in realtà ben più vasta; il secondo motivo è che le due stelle sopra menzionate, contrariamente a quanto succede nella maggioranza dei casi, non sono le più brillanti della costellazione (il primato spetta infatti alla stella Epsilon, di magnitudine +1,8, mentre Alfa e Beta sono solamente di quarta grandezza). Il terzo motivo, infine, è che si trovano a declinazioni molto basse, a mala pena accessibili agli abitanti del Centro-Nord dell’Italia.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.173 - 2013 alla pagina 55

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