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14 Ottobre 2019
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Lemaître il Big Bang e il rapporto fede-scienza

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GEORGES LEMAITRE

GEORGES LEMAÎTRE nasce a Charleroi nel 1884 e studia presso i gesuiti per poi iscriversi alla facoltà d’Ingegneria dell’Università di Lovanio a 17 anni. Interrompe gli studi per arruolarsi volontario nell’esercito belga durante la prima guerra mondiale. Gli orrori della guerra influiscono sulle sue scelte successive, portandolo verso una duplice vocazione, scientifica e religiosa. Si laurea in Matematica nel 1920 e nello stesso anno entra al seminario di Malines; tre anni dopo è ordinato sacerdote. Contemporaneamente agli studi teologici prepara una tesi sulla relatività einsteiniana nel tentativo di vincere una borsa di studio per un’università straniera. Vi riesce e, nel 1923, si reca a Cambridge, in Inghilterra, dove studia con Eddington (1882-1944). Dopo un anno con Eddington, di cui è un incondizionato ammiratore, va a lavorare ad Harvard con l’astronomo Harlow Shapley (1885-1972), concentrandosi in particolare sulla misteriosa natura di quegli oggetti (le galassie) che al tempo venivano ancora definite “nebulose”. Ha così modo di conoscere, di prima mano, i lavori al telescopio di Hubble e di Slipher. Nei primi anni Trenta sviluppa l’idea dell’Atomo Primitivo, il nucleo di quella teoria che Fred Hoyle chiamò per scherno “teoria del Big Bang”, il 28 marzo 1949, durante una trasmissione radiofonica della BBC. Negli ultimi anni della sua vita si interessa a fondo dei primi calcolatori elettronici e di informatica e nel marzo del 1960 viene nominato presidente della Pontificia Accademia delle Scienze. Muore a Lovanio il 20 giugno del 1966.

Le recenti parole di Papa Bergoglio sulla “compatibilità tra Creazionismo e Big Bang”, ci hanno spinto a ritornare su una delle figure più importanti della cosmologia moderna. Più volte abbiamo parlato di Georges Lemaître in queste pagine, ma stavolta vogliamo ricordarlo da un punto di vista meno scientifico e più personale, legato alla sua capacità di tenere separate scienza e fede malgrado l’educazione ricevuta e lo stato sacerdotale, comunque sempre vissuto con discrezione e senza ostentazione.
La moderna Cosmologia ci fornisce la visione di un universo in espansione: circa 14 miliardi di anni fa tutto era concentrato in un punto caldissimo e da quel momento in poi il cosmo è andato via via ingrandendosi e raffreddandosi, dando origine a tutto quello che vediamo intorno a noi. Ma l’ipotesi scientifica di un universo così strutturato è piuttosto recente. Subito dopo la pubblicazione dei lavori di Albert Einstein sulla Relatività Generale, che contenevano un radicale mutamento delle idee di spazio, tempo e gravitazione, alcuni studiosi cominciarono a suggerire che si potesse pensare a un universo in evoluzione nel tempo a partire da un “istante iniziale”.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.187 - 2014 alla pagina 40

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