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24 Gennaio 2021
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Le Prime Spirali del Cielo

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m51-chacornac

Un disegno di M51 del 1862 di Jean Chacornac.

Il periodo d’oro dell’osservazione visuale in astronomia viene di solito identificato con la “scoperta” dei canali di Marte, ma in realtà anche nei decenni precedenti si giocò una sfida osservativa decisamente avvincente: quella tra chi sarebbe riuscito per primo a definire la forma e la natura delle evanescenti nebulose che in quegli anni si stavano rivelando solo ai pochi possessori di grandi telescopi a specchio. Una sfida che, in attesa dello sviluppo della tecnica fotografica, fu combattuta a colpi di splendidi disegni tracciati a più riprese in lunghe notti passate all’oculare.
Il deciso incremento nel “potere di penetrare nello spazio” permesso dai telescopi riflettori di William Herschel (1738-1822) si tradusse alla fine del Settecento in un crescente aumento d’interesse verso quelle che noi conosciamo come “galassie” e che al tempo venivano ancora definite “nebulose”; oggetti che l’astronomo anglo-tedesco aveva già ipotizzato dovessero essere costituiti di materia intrinsecamente luminosa, piuttosto che riflettente. La ricerca in questo campo fu poi portata avanti dal figlio John (1792-1871) che, oltre a riosservare gli oggetti paterni, ampliò notevolmente il bestiario celeste degli Herschel grazie alla sua mappatura delle nebulose australi condotta in Sud Africa. John Herschel fu anche un disegnatore meticoloso, che si appoggiava a misure quantitative nella speranza che fosse possibile determinare cambiamenti nella forma, posizione o direzione dell’asse principale di ciascun oggetto…

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.203 - 2016 alla pagina 64

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