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16 Ottobre 2018
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L’Ariete – II Parte

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ariete

Una rappresentazione artistica della classica figura dell'Ariete qui rappresentata con la Mosca Boreale. Cortesia GPNoi.

Riprendiamo dal numero precedente l’esplorazione del cielo e degli oggetti deep-sky custoditi nella costellazione dell’Ariete.

Hamal

Eccoci giunti alla “lucida” dell’Ariete, ovvero l’astro più luminoso presente entro i suoi confini. Parliamo di α Ari, il cui nome proprio è Hamal, derivato dall’arabo Al-Hamal, “il montone”, in riferimento all’intera costellazione. Alquanto stranamente, Tolomeo non incluse la stella nella costellazione — la indicò come “stella informe sopra la testa dell’Ariete” — ma la riportò nel suo Almagesto che Ipparco, in precedenza, raffigurò come il muso dell’Ariete. Lo stesso Flamsteed, nel suo Atlas Coelestis, seguì poi la curiosa descrizione di Tolomeo riportando «la luminosa stella sopra la testa dell’Ariete».
Hamal splende esattamente di magnitudine +2,0, ponendosi al 49° posto tra le stelle più luminose della volta celeste e terza tra quelle visibili alle latitudini medio-settentrionali in questo periodo, dopo Fomalhaut (α PsA) e Mirfak (α Per). La sua tinta cromatica appare decisamente gialloarancione essendo Hamal una stella evoluta: una gigante arancione di tipo spettrale K2 IIICa (4553 K alla superficie, “Ca” indica la presenza di linee di calcio nel suo spettro). È una stella molto grande e non dissimile da Arturo (α Boo), rispetto alla quale però dista da noi ben il doppio, motivo per cui risulta più debole. La distanza di Hamal, misurata precisamente tramite parallasse, risulta infatti di 66 anni luce. Si tratta di un astro solo 1,5 volte più massiccio del Sole ma dal diametro 14 volte maggiore, che rilascia nello spazio una quantità di energia 90 volte maggiore.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.207 - 2017 alla pagina 134: Leggilo Online!

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