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17 Novembre 2019
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La nubecola in “Pectore Cancri”

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nel cielo cartina

La cartina del mese è centrata sulla costellazione del Cancro, piuttosto estesa ma poco appariscente, gratificata dalla presenza di due ammassi aperti famosi come M44 e M67. Tagliata in due dall'eclittica, questa regione è ovviamente visitata spesso da asteroidi e pianeti che talvolta si confondono anche tra le stelle di M44, mentre proprio in questi anni è la Luna ad occultare spesso il più defilato M67.

« Nel centro del Cancro si trova una stella bianca come la farina o come l’infiorescenze di salice. Essa somiglia a una nube, ma non è una nube, somiglia a una stella, ma non è una stella … »

M44, l’ammasso dai molti nomi:
Questo mese il continuo alternarsi delle costellazioni porta sotto la luce dei nostri riflettori la (falsamente) piccola costellazione del Granchio, che in aprile passa al meridiano nei comodi orari del dopo cena. Scriviamo “falsamente” piccola, perché qualcuno si stupirà di sapere che il Cancro è in realtà esteso quanto i Gemelli e addirittura più dello Scorpione… E la concessione di tanto spazio in cielo per un animale così piccolo è dovuta alla dea Era (la Giunone dei romani) che nemica di Ercole volle ricompensare il coraggio del piccolo crostaceo nell’attaccare l’eroe greco, venendone ucciso.

M67, l’ammasso a “grappolo d’uva”:
Se il Presepe è sicuramente l’oggetto deep-sky più conosciuto del Cancro, fin quasi a identificarsi con esso, ne esiste però un altro, quasi altrettanto famoso, anche se in una cerchia più ristretta di appassionati. Per trovarlo basterà scendere nella parte inferiore della costellazione e individuare Acubens, la stella alfa (mag. +4,3), e da lì spostarsi di 1,75° verso ovest. Così facendo, nel campo dello strumento entrerà M67, un ammasso aperto di notevole estensione (diametro angolare di circa 30 primi) e talmente gremito di stelle (se ne contano circa 500) da sembrare piuttosto un globulare di quelli molto rarefatti. La storia della sua scoperta è abbastanza confusa. Il 6 aprile del 1790, Messier inserì M67 nel suo catalogo senza sapere che era già stato osservato dall’astronomo tedesco Johann Gottfried Koehler nel 1779 a Dresda e da Barnaba Oriani a Milano. I due avevano però descritto questo oggetto come semplice nebulosa, mentre Messier fu il primo a riconoscerlo come ammasso, riuscendo a separare qualcuna delle sue componenti.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.180 - 2014 alla pagina 48

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