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14 Luglio 2020
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La ISON ha passato la “Frost line” ADESSO O MAI PIÙ!

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ison

Una ripresa realizzata dall'astroimager inglese Damian Peach alle 11:36 TU del 24 settembre quando la ISON si trovava nel Cancro, un paio di gradi a nord di Marte. Il campo inquadrato misura circa 28' in larghezza, la stella brillante alla sua sinistra è la SAO 98523, di mag. +7,7. La cometa, di mag. +12,5, si mostra con una bella coda già molto formata lunga circa 7 primi d’arco. Al momento della ripresa si trovava a una distanza 2,34 unità astronomiche dalla Terra.

Continua il lento avvicinamento della ISON al sistema solare interno, e con esso anche la nostra serie di articoli sull’evolversi della situazione. Seguiremo la cometa mese per mese fin oltre il passaggio al perielio del 28 novembre, tentando di dare ai lettori il maggior numero d’informazioni.

A metà settembre la cometa si trovava a meno di 2 UA dal Sole, ben dentro la cosiddetta “frost line”, ossia la regione ove la radiazione solare comincia a influenzare fortemente l’evoluzione morfologica della cometa, facendo drasticamente aumentare il tasso di sublimazione dei materiali che compongono la crosta del nucleo. Come già spiegato lo scorso numero, il gap tra la luminosità prevista e osservata è ancora di un paio di magnitudini. La cosa è stata confermata anche da Alan Hale, l’esperto scopritore insieme a Tom Bopp della cometa del 1997, che il 1° settembre ha osservato per la prima volta la C/2012 S1 ISON attraverso il suo riflettore da 41 centimetri. Ebbene, la cometa gli si è presentata come un oggetto diffuso di magnitudine +13,1, quando per le previsioni sarebbe dovuta essere già di mag. +11,3.

Effemeridi C/2012 S1 ISON di settembre/ottobre

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.174 - 2013 alla pagina 54

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