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21 Aprile 2018
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La grande Macchia Rossa su Giove

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gioveAnche se non sempre con la necessaria regolarità, le variazioni di forma, colore e dimensione dell’enorme vortice gioviano che noi conosciamo oggi con il nome di “Grande Macchia Rossa” sono state registrate nel corso dei secoli da generazioni di astronomi, professionisti o semplici amatori, ai quali si sono recentemente affiancate le osservazioni delle sonde automatiche e del telescopio Spaziale. La Macchia è una formazione atmosferica unica per quanto riguarda la sua estensione e la sua durata; certamente una delle più interessanti del Sistema Solare, in special modo per il gran numero di interrogativi – alcuni dei quali per ora senza risposta – che la sua storia sembra evocare. Il diametro si sta riducendo sempre di più: ne vedremo la completa sparizione? A cosa è dovuto il suo periodico indebolirsi fino al punto di diventare invisibile? Perché in recenti e, per altri versi autorevoli, testi dell’astronomia, ancora si legge che fu scoperta soltanto nel 1878? E siamo proprio sicuri che la Macchia che osserviamo attualmente sia la stessa osservata da Cassini quasi 350 fa?

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.98 - 2006 alla pagina 28

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