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8 Aprile 2020
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La Fenice risorge ma non vola

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cielo sepolto 176 fenice

L'illustrazione rappresenta il transito al meridiano della costellazione della Fenice vista dai tetti di Roma. Come è possibile vedere, tutte e tre le stelle principali sono sopra l'orizzonte soltanto di pochissimi gradi. La posizione delle galassie NGC 300 e NGC 55, trattate nella scorsa puntata, è stata mantenuta per dare l'idea di quanto ci si è abbassati in declinazione passando dallo Scultore alla Fenice.


Se vi ricordate, nel numero scorso avevamo parlato dello Scultore e di certe sue galassie (NGC 55 ed NGC 300), giudicando una vera sfida il riuscire a inquadrarle nel telescopio vista la loro altezza sull’orizzonte. Ebbene, questa volta affonderemo ancora più verso le regioni australi, andando a visitare la sottostante costellazione della Fenice; ma se la mitica Fenice era solita tornare a spiccare il volo dalle sue ceneri, la stessa cosa non avviene certamente per l’omonima costellazione, che non riesce mai ad alzare la testa sopra l’orizzonte per più di qualche grado. La Fenice, apparsa per la prima volta nell’Uranometria del Bayer nel 1603, è infatti una costellazione decisamente australe, distesa sulla fascia che va dai –40° a –57° di declinazione.
Numeri che non lasciano scampo, tanto che anche durante il suo fugace apparire in prima serata, nel corso di questo mese, potremo sperare di vederne solo la parte settentrionale. Mai come in questo caso diventa determinante la località da cui si osserva..

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.176 - 2013 alla pagina 60

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