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11 Dicembre 2017
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Ippogrifi & Carte Lunari: La Selenografia al tempo di Galileo Galilei

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Frontespizio-mostraGià nel V secolo a.C., gli astronomi babilonesi compresero il funzionamento dei cicli lunari, determinando anche quello detto di Saros, che consentiva di calcolare le date delle eclissi lunari. Il greco Anassagora affermò per primo, nel 428 a. C., che Sole e Luna fossero delle rocce sferiche, con il primo ad emettere luce che la seconda riflette. Nel secondo secolo dopo Cristo, Luciano scrisse un racconto dove gli eroi viaggiavano fino alla Luna scoprendo che era disabitata. Nel 499, l’astronomo indiano Aryabhata menzionò nella sua opera Aryabhatiya che la causa della brillantezza della Luna è proprio la riflessione della luce solare. Il fisico Alhazen a cavallo dell’anno 1000, scoprì che la luce solare non è riflessa dalla Luna come uno specchio, ma è diffusa dalla superficie in tutte le direzioni. Stranamente, nel lungo arco di tempo che va da Anassimandro al Medioevo, la Luna fu rappresentata, in forma grafica, assai raramente; tant’è che il termine selenografia fu introdotto solamente nel Tredicesimo secolo.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.217 - 2017 alla pagina 203: Leggilo Online!

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