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10 Aprile 2021
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Impatto multiplo su Giove

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Giove

I tre impatti registrati nel 2009-2010 messi a confronto. Nel 2009 non fu possibile rilevare il flash, ma l’australiano Anthony Wesley riuscì a fotografare una macchia scura che perdurò per diversi giorni.

Il 1994 fu un anno memorabile per l’astronomia planetaria. Per la prima volta, infatti, quando la cometa Shoemaker-Levy 9 fu catturata da Giove e smembrata in almeno 21 frammenti che caddero sul pianeta a partire dal 16 luglio di quell’anno, si ebbe la possibilità di assistere in diretta alla collisione tra due corpi celesti. Purtroppo, la geometria della collisione non favorì le osservazioni dirette da Terra, e gli impatti poterono essere osservati soltanto dalla sonda Galileo. A noi terrestri non restò che seguire le evoluzioni delle cicatrici lasciate nell’atmosfera gassosa del pianeta, con perturbazioni talmente evidenti e contrastate che anche modestissimi strumenti ottici ne permettevano l’osservazione. Sembrò un caso eccezionale, tanto che per trovare qualcosa di simile si doveva risalire al dicembre 1690, quando Gian Domenico Cassini lasciò ai posteri un disegno del disco di Giove sul quale comparivano delle macchie del tutto analoghe a quelle lasciate dagli impatti del luglio 1994 [vedi Coelum n. 74], e tale convinzione sulla rarità di questi eventi perdurò in pratica fino ai giorni nostri.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.163 - 2012 alla pagina 30

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