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18 Settembre 2019
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Il Sole visto da Andromeda

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Nonostante il comprensibile riserbo che avvolge le ricerche “superluminali”, la propagazione di onde superveloci all’interno di un segnale elettromagnetico è ormai saldamente documentata.
Si insiste adesso a bassa voce (ma senza unanimità di consensi) che non è la velocità di un’intera oscillazione elettromagnetica ad aver infranto “la barriera di Einstein”, che non si tratta di un segnale modulato o di un’”onda portante” vera e propria, ma di impulsi in rapida sequenza che si muovono all’interno del segnale stesso…

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.135 - 2010 alla pagina 52

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