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4 Dicembre 2020
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Il primo transito osservato

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Per ovvi motivi di configurazione orbitale, gli unici due pianeti che dalla Terra possiamo vedere proiettati sul disco del Sole sono Mercurio e Venere. La qual cosa, specialmente per il secondo, avviene però assai raramente. Cosicché, considerando anche la piccolezza angolare dei due oggetti, si capisce come mai per poter osservare “dal vero” uno di questi straordinari eventi astronomici si sia dovuta attendere l’invenzione del telescopio; anche se in realtà, come qualcuno dei lettori avrà avuto modo di sperimentare nel passaggio del 2004, il dischetto di Venere in transito, con un diametro angolare superiore al primo d’arco, è facilmente percepibile anche ad occhio nudo (ovviamente schermando la vista con gli opportuni filtri solari). Fu comunque Keplero a formulare la prima previsione scientifica di un transito planetario sul disco del Sole, e lo fece nel suo famoso Admonitio ad astronomos (Avviso agli astronomi), pubblicato a Lipsia nel 1629, dove l’astronomo boemo annunciava che (secondo calcoli che lui stesso a prendere con la dovuta cautela), il 7 novembre del 1631 si sarebbe visto Mercurio attraversare il Sole, imitato da Venere il 6 dicembre dello stesso anno.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.199 - 2016 alla pagina 37

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