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23 Marzo 2017
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I Primi Passi della Radioastronomia in Italia

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I primi radiotelescopi presso l'Osservatorio di Arcetri

I primi radiotelescopi costruiti presso l'Osservatorio di Arcetri. Cortesia dell’Archivio Storico dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri - Archivio fotografico.

Il grande Astronomo e divulgatore Mario Rigutti ci guida, attraverso il suo ricordo, alla scoperta dei primi passi compiuti dalla Radioastronomia in Italia, permettendoci di conoscere più da vicino quelle personalità che sono poi divenute i padri della scienza radioastronomica nel nostro Paese.

Siamo nei primi anni ’50 quando presso l’Osservatorio Astronomico di Arcetri  vengono costruite le prime antenne radioastronomiche per studiare il Sole. Ci pensò per primo Guglielmo Righini, direttore dell’Osservatorio che, a suo tempo a Cambridge, aveva avuto modo di avvicinarsi alle indispensabili tecnologie. Egli seppe raccogliere intorno a sé un gruppetto di giovani valorosi che si misero, entusiasti, all’opera.

Altri passi, intanto, più decisi e importanti, furono fatti successivamente a Bologna dove era approdato, sulla cattedra di fisica sperimentale, Marcello Ceccarelli: siamo ora nel 1962, dieci anni dopo quei primi esperimenti di Righini. E poiché a Bologna non c’era nulla per poter lavorare in quel campo pensò di crearsi lo strumento adatto. E pensò in grande!

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.209 - 2017 alla pagina 46

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