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16 Ottobre 2018
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I molti misteri della STELLA POLARE

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Stella Polare

Una fotografia a grande campo della regione del polo nord celeste mostra la stella polare come non è certamente possibile vederla ad occhio nudo; tutta l’area, infatti, appare disseminata di “cirri” galattici, come una sorta di velatura che va a coprire proprio la zona dell’ideale intersezione dell’asse terrestre con la volta celeste. La griglia equatoriale sovrapposta all’immagine (ogni cerchio equivale a un grado di declinazione) indica la posizione del Polo e aiuta a visualizzare la distanza angolare che lo separa dalla stella.

Nell’ultimo secolo il progresso tecnologico ha finito per rendere la stella Polare sempre meno importante come mezzo diretto di orientamento. Tuttavia, nello stesso arco di tempo è cresciuta immensamente la sua importanza come oggetto astronomico, tanto che a partire dalle prime campagne di osservazione dell’Ottocento, gli astronomi hanno accumulato su questa stella un insieme sterminato di misurazioni fotometriche e spettroscopiche. Il risultato conoscitivo di questa enorme mole di dati è però, stranamente deludente. La colpa, se di colpa si può parlare, è in parte della non perfetta sovrapponibilità delle misurazioni, dovuta al cambiamento nel corso degli anni delle tecnologie e dei metodi di rilevazione, alla mutevolezza delle condizioni osservative e, non da ultimo, ad errori umani. Ma in buona parte è dovuta a Polaris stessa, che non è soltanto la più vicina e la più brillante, ma anche, come stiamo per vedere, la più enigmatica delle variabili Cefeidi.

Nessun’altra stella, negli ultimi secoli, ha segnato così da vicino la posizione del polo nord celeste, tanto da essere ormai considerata tutt’uno con esso. A partire dall’inizio del Medioevo, da almeno 1500 anni a questa parte, la stella polare è stata infatti considerata la guida notturna dei viaggiatori, l’ago celeste di una bussola in grado di indicare il Nord da qualsiasi luogo dell’emisfero settentrionale. Ma come è ampiamente noto anche a chi non si occupa di astronomia, non è stato sempre così e non sarà sempre così, a causa del continuo cambiamento di direzione dell’asse terrestre rispetto alle stelle fisse.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.167 - 2013 alla pagina 11

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