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22 Settembre 2020
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Galleria Fotografica

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Un record tutto italiano

Come si può intuire anche solo con una rapida occhiata, la foto che mettiamo in evidenza questo mese possiede delle caratteristiche molto diverse da quelle richieste per apparire in una Gallery. Ma chi tra i lettori ha buona memoria riconoscerà subito nella “scialba” immagine di destra e nella ricostruzione grafica a sinistra uno dei risultati più interessanti raggiunti nell’ambito della ripresa planetaria: la separazione della coppia Plutone-Caronte ottenuta per la prima volta al mondo con una strumentazione amatoriale!

L’impresa (raccontata in Coelum 119, 121 e 122) ha quasi dell’incredibile se si pensa che Caronte orbita intorno a Plutone a soli 20 000 km di distanza, il che significa che dalla Terra (distante da Plutone 4,5 miliardi di chilometri) i due debolissimi oggetti si vedevano al momento della ripresa separati da un angolo di soli 0,7 secondi d’arco (equivalente all’angolo sotto il quale si vedrebbe una moneta da un euro distante 7 chilometri).

Autore dell’immagine risolutiva è stato Antonello Medugno (astrofotografo di Caserta, nella foto in basso a sinistra), che ha fornito i dati di ripresa necessari per portare al successo una survey coordinata da Daniele Gasparri (divulgatore di Perugia e collaboratore di Coelum) e fortemente voluta da Giovanni Anselmi, direttore della rivista.
autori

La somma e l’elaborazione di 21 frame impressionati intorno alle 20:05 TU del 19 agosto 2008, con uno Schmidt- Cassegrain da 14″ e una camera CCD Starlight Xpress SXV-H9, ha permesso di individuare una leggerissima e costante elongazione del disco spurio di Plutone, non riscontrabile nelle stelle di campo.

Ovviamente, la ripubblicazione di una foto “tecnica” e non “estetica” è da considerarsi uno strappo alla regola per rendere omaggio allo splendido successo della missione New Horizons su Plutone.

plutoEcharon by medugno

Ecco le più belle immagini dei lettori selezionate per voi dalla Redazione e pubblicate su Coelum questo mese:

La Helix Nebula, mai così estesa
Fritz Helmut Hemmerich – Germania

helix A Hemmerich

La ripresa del sistema Plutone-Caronte è da considerarsi eccezionale dal punto di vista tecnico, ma anche questa della più grande nebulosa planetaria del nostro cielo (NGC 7293) ha una sua particolarità. Crediamo sia, infatti, la fotografia più profonda mai realizzata su questo soggetto, con parti deboli e periferiche mai prima d’ora evidenziate anche con una strumentazione professionale. L’autore, che ha la fortuna di vivere e di fotografare a una quota di 1200 metri da Tenerife, ci è riuscito utilizzando una ATIK 460 EX mono al fuoco di un luminosissimo Celestron Rowe-Ackermann Schmidt Astrograph (RASA) 11″ f/2,2. Elaborazione LRGB in H-alfa, OIII + RGB preso con ATIK 490 Excolor. Ripresa distribuita su quattro notti (ciascuna con posa dalle 22:30 alle 5:30) lo scorso luglio.
Il campo inquadrato è di circa 30 primi d’arco, il nord è in alto a destra.

La Nebulosa Pellicano
Alessandro Carrozzi – Casalgrande (RE)

pellicano B carrozzi

Un classico estivo quello della IC 5070 (per la verità più simile a uno pterodattilo che a un pellicano…), ma questa che proponiamo è una ripresa di indubbia qualità. Ottima l’inquadratura e delicato il colore, campo gremito di stelle abbastanza puntiformi. La foto del resto è stata realizzata con una camera Atik 4000LE al fuoco di un Tecnosky 80 Apo Triplet, e si vede! Elaborazione in LRGB + H-alfa (12×600 secondi in H-alfa 7nm Baader; 5×420 in L; 2×420 in RGB). Luogo di ripresa Pievepelago (MO), a 700 metri di quota. Il campo inquadrato e di quasi 2 gradi.

M16, l’Aquila
Francesco Di Cencio – Belluno

M16 C dicencio

Forse nel ricordo dell’esauriente articolo sui “Pilastri della Creazione” pubblicato su Coelum n. 189, ecco che l’ottimo Di Cencio ha voluto regalarci una splendida interpretazione della famosa Eagle Nebula (M16), realizzata il 23 luglio scorso con l’uso di filtri interferenziali. Con una camera Magzero MZ9 al fuoco di un Ritchey-Chrétien GSO 10″ f/8, sono stati ripresi in H-alfa 11 frame da 900 secondi di posa ciascuno, mentre per l’informazione di colore è stata utilizzata la tricromia SII, H-alfa e OIII di una vecchia immagine del 2013.

M20, la Trifida
Omar Carlino – Taviano (LE)

M20 D carlino

Non lontana dalla Eagle Nebula, ecco un altro classico estivo ripreso con filtri a banda stretta, e nella stessa palette di colori, ovvero: SII, H-alfa e OIII. Quest’ultima è una combinazione di filtri che va molto “di moda” e che tra gli astrofotografi è conosciuta anche come “Hubble palette” per essere una delle più usate nelle riprese del Telescopio spaziale. In questo caso, la tricromia è stata composta con un’esposizione di 100 minuti per ogni filtro. Camera Atik 4000LE su Ritchey-Chrétien GSO da 8″. Il nord è a sinistra.

Perseide in Ofiuco
Gruppo astrofili “Cielo del Monferrato”

Martino Balbo – Odalengo Piccolo (AL)

perseide E balbo

Non propriamente una pioggia di meteore quella regalataci dalle Perseidi 2015, ma qui e là nella penisola, specialmente dai luoghi più bui, qualcosa di buono si è visto. Lo testimonia questa ripresa di una lunga meteora, impreziosita dal suggestivo contesto ambientale del sito dove sorge l’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta. La foto è stata realizzata alle 23:23 del 12 agosto con una Canon 30D munita di obbiettivo fisheye da 8 mm. Posa di 60 secondi a f/3,5.

ISS nel cielo di Busto
Alberto Mayer – Busto Arsizio (MI)

ISS F Mayer

Chi può ci smentisca, ma questa sembra davvero una delle migliori riprese della Stazione spaziale mai realizzate da Terra. Il segreto della riuscita? Sicuramente l’altezza quasi zenitale della ISS sull’orizzonte, e probabilmente il fatto che il cielo non era ancora scuro; il che potrebbe aver contribuito a equilibrare il contrasto tra luci e ombre. La foto è stata scattata alle 18:46 TU del 6 agosto scorso, quando il Sole era all’orizzonte. Camera Imaging Source DMK 31 su Celestron C11 a f/26,5 (7350 mm di focale equivalente).

Protuberanze di agosto
Giorgio Albarello – Verona

protuberanze G albarello

Una spettacolare e allo stesso tempo delicata ripresa (alla Alan Friedman) di una protuberanza solare, realizzata alle 14:00 TU del 20 agosto scorso. Camera CCD MagZero i-Nova PLA-Mx al fuoco di un rifrattore TS Individual 152/900 (focale portata a 3870 mm) con filtro Daystar Chromosphere. Elaborazione dei migliori 1600 frame su un totale di 2000.

Venere e Giove sopra la Torre
Giuseppe Petricca – Pisa

venere pisa H pretricca

Lasciamo parlare l’autore: «Il cielo era sgombro da nubi, con solo un po’ di foschia che ha aumentato la bellezza dei colori del tramonto, e i pianeti Venere e Giove in congiunzione stretta erano chiaramente visibili, esattamente sulla verticale della Torre Pendente! Una vista favolosa!» Quello che presentiamo è solo un ritaglio di un panorama molto più vasto (visibile anche su www.coelum. com/photo-coelum). Strumentazione usata: Canon EOS 700D con obiettivo 18-55 IS STM a 20 mm. Foto scattata il giorno 30 giugno scorso intorno alle 22:00.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.195 - 2015 alla pagina 38

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