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5 Marzo 2021
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Galleria Fotografica

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PASSATO E PRESENTE
(un anello è per sempre)

Ammettiamolo… chi non è pratico di astronomia faticherebbe non poco a riconoscere la zona di cielo ripresa in questa fotografia. Un piccolo aiuto potrebbe venire da quella sagomina scura che si staglia vicino al bordo superiore, ma per il resto, l’indistinto mare d’idrogeno in tempesta non dà modo di orientarsi e di capire che siamo appena sotto la Cintura di Orione. Ovviamente ciò succede quando si fotografano regioni dominate da nubi molecolari giganti con molte ore di posa, facendo così emergere gas e polveri che di solito si manifestano solo a chiazze nelle zone più luminose. In alto è riconoscibile la regione IC 434 con al centro la Testa di Cavallo, mentre il grande braccio che attraversa l’immagine in basso (si tenga presente che il nord è a sinistra) è parte dell’Anello di Barnard, un’enorme struttura a semicerchio probabilmente nata da una supernova esplosa un paio di milioni di anni fa.

Abbiamo chiesto all’autore, Giuseppe Donatiello di Oria (BR), di spiegarci la curiosa genesi di questa immagine, realizzata sommando immagini digitali ad altre realizzate su pellicola molti anni fa… «La composizione è scaturita da un set di diapositive che abbracciano quasi l’intera costellazione di Orione riprese in anni diversi e con emulsioni fotografiche differenti. Nello specifico, ho utilizzato 5 immagini riprese tra il 2002 e il 2004 con il teleobiettivo Pentacon MC 200 mm f/4, esponendo una Kodak E200 per 35 minuti, cui ho unito due riprese da 40 minuti sempre con E200 ma anteponendo un filtro Lumicon H-alpha Night Sky all’obiettivo; l’E200 infatti manifestava una straordinaria sensibilità all’emissione rossa delle nebulose, registrandole addirittura anche prima delle stelle più deboli in un campo.
Le immagini sorgente sono state quindi allineate e sommate in RegiStar con cui sono stati ricavati dei master RGB. La stessa cosa è stata fatta con le riprese filtrate per H-alpha. Alle immagini digitalizzate sono state sommate anche delle riprese ottenute nel 2010 con una Canon EOS 350D su obiettivo da 85 mm f/2, servite essenzialmente per ottenere stelle più puntiformi e soltanto con un modesto
contributo sulle nebulosità della regione, tranne che per quella verde e blu dello spettro.
Tutto il materiale è stato ricombinato in R+H alfa – G – B ed è stato quindi processato per l’immagine finale in Paint Shop Pro X12, con cui è stata rimossa la granulosità residua mediante opportuni filtri “denoise” applicati ai singoli canali giusto quanto basta per non perdere informazione. Per la guida è stata usata una comune EQ3.2 utilizzando un rifrattore 120/1000 per il controllo dell’inseguimento
effettuato a vista in un oculare con reticolo illuminato. Tutte le riprese sono state eseguite dal Parco Nazionale del Pollino – Località Albaneta e Acquatremola, sempre in condizioni eccellenti di trasparenza e seeing, in particolare una fotografia è stata ripresa nel corso del blackout occorso il 27 settembre 2003 quando in cinque eravamo in quota impegnati su più fronti».

apertura donatiello

Luna, Giove e Venere – 1
Francesca Seri – Venezia

luna venere giove A

La congiunzione perfettamente “a triangolo” che mezza Italia ha potuto osservare nel cielo serale del 20 giugno ha prodotto moltissime riprese fotografiche, la maggior parte delle quali ancora in viaggio nel momento in cui stiamo costruendo la Galleria di questo numero. Questa è stata realizzata a Venezia alle 21:57 semplicemente alzando la testa e inquadrando la scena con un cellulare, uno smartphone Samsung Galaxy Note3.

Grande gruppo di macchie – 1
Abramo Degani – Negrar (VR)

Macchia Degani B

Benché l’attuale ciclo solare stia scivolando verso il minimo di attività, in questo periodo il Sole ci ha regalato l’apparizione di grandi gruppi di macchie. L’ultimo di questi, catalogato come AR 2371, si è materializzato poco dopo la metà di giugno, raggiungendo in breve tempo dimensioni di quasi 200 mila chilometri e l’osservabilità anche ad occhio nudo. Questa ripresa globale del disco solare, dove si staglia la AR 2371 è stata realizzata il 21 giugno, anche in questo caso con uno smartphone Samsung Galaxy Note3 ma al fuoco di un Newton 200/1000.

Grande gruppo di macchie – 2
Marcella Giulia Pace – Cortina (BL)

Tramonto Pace C

Per confermare quanto detto poco sopra a proposito della osservabilità di AR 2371 ad occhio nudo, ecco una suggestiva inquadratura del disco solare al tramonto ripresa il 22 giugno dalla costa davanti Randello, Ragusa. Lo scatto è stato realizzato con una Canon PowerShot SX50 HS.

Grande gruppo di macchie – 3
Giovanni Fidone – Scicli (RG)

macchia fidone D

Ed ecco il reale aspetto del gruppo di macchie ripreso ad alta risoluzione. La Regione Attiva 2371 era in pratica composta da una grande singola macchia posta a ovest e da una macchia a est delle stesse dimensioni ma molto più frastagliata. Questa ripresa è stata realizzata il 21 giugno (anch’essa in provincia di Ragusa, a Scicli!) con una camera CCD DMK31 su rifrattore TS Individual 152/900 con Barlow 3x.

Saturno in opposizione
Ascanio Trivisano – Caserta

Saturno trivisano

Malgrado l’osservazione di Saturno in questi ultimi anni sia penalizzata da una declinazione del pianeta decisamente negativa, e quindi da un’altezza sull’orizzonte che arriva a stento a superare i +30°,
i migliori astrofotografi riescono comunque a produrre immagini molto dettagliate. Ne è una riprova questa foto realizzata il 29 maggio scorso con una camera ASI 120MM al fuoco di uno Schmidt
Cassegrain Celestron C11 XLT.

A due passi dalla Stazione
Alessandro Bianconi – Dolianova (CA)

ISS bianconi

C’è una particolare branca dell’astrofotografia in alta risoluzione che sempre più si sta specializzando in riprese di oggetti spaziali. La stazione spaziale è ovvia mente il target preferito, anche grazie alle sue dimensioni, ma esistono interi siti con foto di ogni tipo di satellite… Questa splendida sequenza della ISS è stata ripresa il 4 giugno scorso con una camera Basler aca 640mono al fuoco di un Celestron C14HD con Barlow 2x (per una focale complessiva di 8000 mm).

Riscopriamo la Dumbbell
Paolo Agarossi – Alfiano Natta (AL)

dumbbell agarossi

Era da un po’ che stavamo segnalando la progressiva scomparsa nei target degli astrofotografi di oggetti come la Ring Nebula e la Dumbbell, le regine incontrastate delle riprese deepsky fino alla fine dello scorso secolo. Soltanto un’impressione? Può essere; fatto sta che recentemente questi oggetti sembra stiano tornando di moda, ed eccone un esempio. Si tratta di una ripresa a campo medio realizzata con una Canon 350D modificata Baader applicata a un Newton da 305 mm f/4 con interposizione di filtro IDAS LPS2. Compositazione di 16 frame da 300 secondi l’uno a 800 ISO. Ripresa condotta dal cortile di casa. Il campo inquadrato è di circa 1°, il nord è in alto a destra.

NGC 1291, l’anello nell’Eridano
Rolando Ligustri – Talmassons (UD)

1291 H

Ecco una galassia che difficilmente qui dall’Italia riusciremmo a riprendere con questa nitidezza, Si tratta infatti di una stupenda e rara “Ring Galaxy” situata in Eridano a –41° di declinazione, un oggetto che da Roma si vedrebbe alto al massimo +8°. L’autore si è quindi affidato alla ripresa in remoto, utilizzando una camera FLI ProLine 9000 e un Planewave 20″ CDK situati a Siding Spring, in Australia.
Due pose combinate di 10 minuti ciascuna hanno permesso, il 14 giugno scorso, di catturare in un campo di 45 primi d’arco il magnifico doppio anello che circonda il nucleo.

Luna, Giove e Venere – 2
Mario Marino – San Casciano in Val di Pesa (FI)

Luna giove venere marino

E chiudiamo la galleria di questo mese pubblicando al volo un’altra bella e ariosa ripresa della congiunzione del 20 giugno, questa volta realizzata dalle colline del Chianti (loc. Montepaldi nel comune di San Casciano in Val di Pesa) con una fotocamera Canon Eos 6D, obiettivo 24-105 mm a 800 ISO.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.194 - 2015 alla pagina 38

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